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lunedì 23 aprile 2018

Giovanni o Maddalena? Drag queen e transessualità alle radici del Cristianesimo


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Cari fratelli e sorelle,  
ho letto di recente un articolo dove venivano analizzate le opere d’arte medioevali e rinascimentali che ritraggono nell’ultima cena una ragazza semi addormentata sulle gambe di Nostro Signore. L’ipotesi più ragionevole è pensare che si trattasse di Maria Maddalena. Ho poi trovato nei Vangeli che Gesù le voleva molto bene e in diversi scritti si dice che la baciasse sulla bocca.
Ma allora ha ragione Dan Brown? Era la sua fidanzata o addirittura sposa segreta? Potrebbero avere avuto la figlia di cui parla il romanzo? Cosa ne pensate?
Pio Bernardo
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Caro Fratello in Cristo Pio, 
cominciamo con l’anticipare che Dan Brown è un romanziere e, peraltro, miscredente. Ha dichiarato di avere chiaramente inventato la sua storia partendo da qualche dato realistico: la verosimiglianza è la vera arte dello scrittore, è la capacità di rendere labile il confine fra verità e invenzione, è ciò che rende l’invenzione più avvincente ed impedisce al lettore di staccarsi dalla lettura.
Qualcosa di vero però, per l’appunto c’è nella sua storia, ed è proprio questo qualche cosa che ci intriga, purtroppo distraendoci dalla verità di fede.
Cosa c’è di vero? C’è Maria Maddalena. 
Cerchiamo allora di capire cosa sappiamo per certo di questa donna.

Per prima cosa possiamo dire che non è la prostituta redenta dal Signore. Si tratta di un equivoco sorto e avvalorato con superficialità da scadenti esegeti, ma perdurato solo per pochi secoli. Esiste una prostituta senza nome che unge i piedi del Signore il giorno prima per prima dell’arresto e del processo: (Luca 7, 37-38) Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato. Ma non è Maddalena: l’equivoco nasce perché in altra occasione ben precedente un’altra donna, quella volta di nome Maria (ma era Maria di Betania), realizza il suo stesso perverso proposito approfittandosi impunemente e con lussuria dei piedi di Nostro Signore.
Rubens: la prostituta si limona alla grande i piedi di Cristo che non sembra per niente infastidito
L’unica certezza che possiamo ottenere dai Vangeli riguardo questa narrazione è che il Cristo doveva essere un feticista dei piedi; gli piaceva manipolarli (si spogliava per lavare i piedi agli apostoli (Giovanni 13, 12) Quando ebbe lavato i loro piedi, riprese le sue vesti), gli piaceva che fossero manipolati i suoi (ne leggiamo appunto in ben due occasioni, appena citate). Nulla di più.

Maddalena era invece una donna molto importante nella vita di Gesù, certo non una qualunque prostituta redenta. Oltre agli apostoli seguiva sempre Gesù un gruppo di donne e Maddalena era fra esse: (Luca 8,2-3) Con lui vi erano i dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti maligni e da malattie: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; ... che assistevano Gesù e i dodici con i loro beni
Gesù e gli apostoli erano, ricordiamolo, predicatori rivoluzionari che giravano la regione per incitare il popolo alla rivolta (non sappiamo se solo morale o anche materiale, contro l’oppressore romano); sta di fatto che non avevano certo tempo per mantenersi, cosa a cui pensavano queste sante donne, cougar ante litteram, che ricambiavano così l’essere state esorcizzate, un po’ come accade oggi ai seguaci di svariati santoni e predicatori che girano in Cadillac e vivono in splendide ville con piscina mentre i seguaci si vendono tutto.
Queste donne collaboravano attivamente alla missione di Cristo e degli apostoli: (Marco 15, 41) lo seguivano e lo servivano da quando egli era in Galilea, non solo loro, ma molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme. Insomma un orda di femmine a loro disposizione, cosa che ha contribuito a scatenare l’equivoco di considerarle prostitute con particolare riguardo a Maddalena.
Tale lettura superficiale avvalora il collegamento con la donna dell’episodio dell’unzione dei piedi. Come mai la Maddalena aveva abbastanza denaro da supportare economicamente l’allegra combriccola di rivoluzionari? Lo si può dedurre dal fatto che non viene identificata e apostrofata facendo riferimento ad un uomo, come si usava all’epoca (madre di, moglie di, figlia di ...), ma facendo riferimento a un luogo, Magdala (Il luogo dove presumibilmente aveva le sue ricchezze), atteggiamento tipicamente adottato nei riguardi delle vedove: Maria aveva quindi ereditato ingenti ricchezze e come spesso accade alle donne ricche sole e deboli, era stata convinta a devolverle per la causa, che poi, sempre meglio che fumarsele!
Dalle fonti non canoniche scopriamo che però era ben più importante delle altre sostenitrici. Dal Vangelo di Filippo (versetto 55) leggiamo: La compagna di Cristo è Maria Maddalena. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciò più volte sulla bocca. Non diamo importanza a questi baci, seppure ritratti con passione dagli artisti rinascimentali, quanto al confronto con gli altri discepoli.
Cappella degli Scrovegni: il bacio degli sposi allude forse ai baci fra Cristo e Maddalena? 
Maria era a fianco di Cristo e al di sopra degli altri apostoli tanto da esistere un Vangelo a lei dedicato, poi andato perduto, Vangelo in cui il suo ruolo (ribadito anche dal Vangelo di Tommaso, dal Libro del Salvatore, dal Vangelo degli Egiziani) viene ulteriormente confermato. In una delle poche scene rimasteci, Maria, dopo l’ascensione, litiga con Pietro e Andrea per convincerli di avere ricevuto da Cristo l’ordine di andare a divulgare la Parola fra i Gentili: Ma essi rimasero tristi e piangevano forte. Dissero: "Come possiamo andare dai gentili e predicare loro il vangelo del regno del figlio dell'uomo? Là non è mai stato dispensato, dobbiamo dispensarlo (proprio) noi?  E Maria Maddalena: "Non piangete, fratelli, non siate malinconici, e neppure indecisi. La sua grazia sarà con voi tutti e vi proteggerà. Lodiamo piuttosto la sua grandezza, avendoci egli preparati e mandati agli uomini. Maria dice a Pietro di aver parlato con Cristo durante una visione ma non viene creduta: Ma Andrea replicò e disse ai fratelli: "Che cosa pensate di quanto lei ha detto? Io, almeno, non credo che il Salvatore abbia detto questo. Queste dottrine, infatti, sono sicuramente delle opinioni diverse. Anche Pietro replicò interrogandoli a proposito del Salvatore: "Ha forse egli parlato in segreto a una donna prima che a noi e non invece apertamente? Ci dobbiamo ricredere tutti e ascoltare lei? Forse egli l'ha anteposta a noi? 

Perché non volevano crederle? Invidiosi?
Come mai, subito dopo, tutto d’un tratto la figura di Maria perde importanza nella storia dell'evangelizzazione? 
Come mai Maria non insiste più con la sua versione, pur avendo ricevuto un chiaro ordine da Gesù?
Come mai e ciò nonostante, gli apostoli si convincono a divulgare il Vangelo fra i Gentili?
Chi era questa donna che si staccava dalle altre sostenitrici e andava a discutere da pari con i dodici apostoli, tutti maschi?

Basta osservare l’arte, certo di qualche migliaio di anni dopo, per vedere come la Maddalena venga ritratta, unica donna con gli apostoli, a fianco di Gesù, in atteggiamento spesso equivoco, sempre adagiata su di lui, a volte assopita a volte no.
Decine e decine di opere e Maddalena è sempre adagiata sul Cristo in atteggiamento equivoco
Scegliamone solo un paio per mostrare in un'opera Gesù che le fa piedino, in un altra lei che lo provoca titillandogli il pene con sguardo ammiccante.
Tormillo e Perugino: da un lato il Cristo che fa piedino, dall'altro Maddalena titilla il pene di Cristo
Questa scena è verbalmente immortalata nei Vangeli dal più giovane apostolo (Giovanni 13,23) Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Gli esegeti moderni affermano che Giovanni parlasse di se stesso. E se invece avesse parlato di Maddalena? Leggiamo ancora, e sempre dal Vangelo di Giovanni (Giovanni 19,25-27) Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé.. Chi prese in casa propria la madre di Cristo? Giovanni aveva appena citato la Maddalena: parlava di lei o di se stesso? E se parlava di Maddalena perché usa il termine figlio?
Notiamo che il Vangelo di Giovanni appare dopo gli altri, non è un resoconto “giornalistico”, ma una narrazione a posteriori degli eventi. Il Vangelo di Giovanni sembra prendere storicamente un ruolo rilevante proprio quando Maddalena si fa da parte, capendo che una donna a capo di una rivoluzione religiosa non sarebbe stata ben accetta.
Giovanni cita Maddalena nel suo Vangelo recandole il dovuto rispetto, quasi a presentarsi al lettore come Suo erede nelle predicazione. Papa Francesco dice di lei Non fuggì mai per paura come fecero i discepoli, non lo rinnegò mai come fece Pietro, ma fu sempre presente ogni momento, dal giorno della sua conversione, fino sotto la Croce quando Gesù morì. Fu la prima, il mattino di Pasqua, a cui il Signore apparve chiamandola per nome.

Eppure i Vangeli parlano di Maria di Magdala quasi unicamente in occasione della morte e resurrezione di Nostro Signore, e risolvono tutto in pochi versetti: è forse stata eliminata dagli altri apostoli che ne temevano la concorrenza?
Cosa possiamo vedere da queste poche citazioni? Sappiamo che era lì alla sepoltura, aveva seguito la Via Crucis, non sappiamo se Cristo affidi la madre a lei o a Giovanni, ma dovevano essere presenti entrambi. 
Eppure nessun apostolo li cita contemporaneamente sulla scena.
Diversamente da Marco e Matteo, che la inseriscono solo nel gruppo delle donne presenti alla sepoltura, Giovanni è l’unico a narrarci, con dovizia di dettagli, dell’incontro fra Cristo e Maddalena dopo la resurrezione: come mai solo lui ne sa qualcosa pur non avendo partecipato, almeno da osservatore? Chi gli ha raccontato cosa avvenne?
Un incontro fugace e appassionato, dove il Cristo conferisce a Maddalena, e non ad altri, un rilevante incarico, (pur essendo appena arrivati al sepolcro altri due suoi apostoli fra cui Pietro, non un cazzone qualunque, quello che si sarebbe poi vantato di essere lui il basamento della chiesa di Cristo) e davanti al sepolcro mentre gli ignari apostoli osservano la sindone ben ripiegata (Giovanni 20, 15-18): Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: «Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». Se ne sapeva così tanto, come mai Giovanni non riferisce anche del ben più importante incarico, quello di diffondere il Verbo fra i Gentili?

Riassumiamo:
  • l’incarico di dire a tutti “Cristo è risorto!” viene dato a Maddalena, probabilmente l’apostolo a cui Gesù voleva più bene;
  • Cristo affida a Maddalena o a Giovanni la propria madre;
  • Gli apostoli ascoltano per la prima volta da Maddalena la missione vera dei Vangeli, divulgare la fede ai Gentili, ma  la respingono;
  • Il giovane apostolo Giovanni inizia a curare un suo vangelo solo dopo che Maddalena fallisce nel suo compito di guidare la conversione dei gentili, compito che San Paolo assolverà qualche decina di anni dopo con ampi riferimenti alle parole di Giovanni;
  • nel comiato descrittoci da Giovanni fra Maddalena e Cristo, Giovanni, pur essendo l'unico fra gli apostoli a dare un ruolo importante a Maddalena, non ci riferisce del nuovo compito: la conversione dei Gentili;
  • Giovanni e Maddalena non appaiono mai contemporaneamente nella stessa scena nei Vangeli;
  • sia l’arte rinascimentale, sia i Vangeli ci propongono fra gli apostoli una sola donna, in posizione di privilegio rispetto ai dodici apostoli maschi, ma respinta da loro alla morte di Cristo.
Cosa possiamo dedurre?
Il dubbio sorge evidente: 
Maddalena e Giovanni erano la stessa persona.

Gli stessi apostoli ne erano probabilmente all’oscuro.
Alle loro riunioni o banchetti partecipavano alternativamente il più giovane apostolo o la giovane “vedova”, ma nessuno ci faceva caso perché agli occhi degli apostoli anziani non contavano una beneamata mazza entrambi.
Che errore: giovane transessuale, Giovanni amava Gesù, certo ricambiato; era grazioso, dolcemente effeminato e colto, sapeva anche la lingua greca, ne conosceva la filosofia, la storia e la cultura, caratteristiche che sicuramente avevano colpito Nostro Signore, fin dalla notte dei tempi affascinato dall’ambiguità sessuale ((Gen. 1,27) E Dio creò l'uomo a sua immagine …: maschio e femmina lo creò). Gesù avrà molto probabilmente pensato, almeno in prima istanza, di costruire su di “lui” la sua chiesa. Ed è per questo che appare a “lei” quando, dopo la nottataccia al sepolcro, si presentava ancora in abiti femminili, davanti al macigno spostato, sconvolta per la morte del suo amato; una buona occasione per consumare una rapida sveltina prima di congedarla per assurgere al cielo, tenendo conto del fatto che ha affidato a ”lui” la sua mammina celeste, facendoglielo chiamare figlio (a quei tempi non c’era la buona creanza moderna di usare il femminile per i trans).
Giovanni Evangelista - da un libro di preghiere francese del '500: una giovane Maddalena con poco seno
Ma, Giovanni, che vediamo ritratto da artisti rinascimentali secondo tratti tipicamente femminili, tradisce le aspirazioni riposte su di Lei da Nostro Signore e decide che non sono maturi i tempi perché la divulgazione della vera fede sia affidata a una giovane Drag Queen; si ritira a vita privata, frequenta il corso di scrittura creativa di Stephen King e si dedica al horror visionario con venature fantasy, partorendo quel capolavoro gotico che è l’Apocalisse. Nel frattempo la diffusione della fede fra i Gentili viene delegata dal Signore a Paolo di Tarso che si era già preso il famoso colpo di sole, aveva cominciato a frequentare gli apostoli e stalkerava con le sue lettere i pochi convertiti al cristianesimo dell'area mediterranea. 
Probabilmente Giovanni decise che era meglio non raccontare i essere stata la prima depositaria dell'incarico per la conversione dei Gentili: visto che il Signore aveva già risolto diversamente, perché mai sputtanarsi coi posteri con una storia in fondo solo rimandata?

Chissà se, come ha creduto Dan Brown, Maddalena/Giovanni è veramente sepolto/a in Provenza.

Sicuramente il Signore, che dal tempo della Genesi pone l'ambiguità sessuale al vertice della creazione, aveva riposto nel suo trans preferito troppe speranze. Rendendosi conto di avere esagerato, ha preferito non stressarlo troppo (i suoi incubi infernali derivanti dalla delusione per non aver convinto gli apostoli a seguirla, sono testimoniati nella già citata Apocalisse, roba che, piuttosto che affrontarne la genesi interiore, Freud avrebbe preferito darsi alla lettura dei fondi di caffè) e ha deciso di concedere un'ulteriore risorsa all'umanità, il già citato colpo di sole che, al momento opportuno avrebbe colpito un predestinato qualunque, chi passa passa, in modo da poter dare a tutti la possibilità di affermare la propria salvezza nella fede dopo una corroborante doccia di Spirito Santo (il tasso alcolemico di benedittanza di una doccia di Spirito Santo è spropositatamente elevato, ed è per questo che (Mt 12, 32) la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. ... chi parla contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello futuroAttenti!). 
Invece riteniamo molto improbabile la concezione di una figlia, anche se la potenza delle staminali dello sperma di Cristo è nota a tutti (decine e decine sono i prepuzi ritrovati perché ricresciuti e quindi circoncisi a raffica durante l'adolescenza, praticamente ogni volta che Gesù si segava nel cesso chiuso a chiave con Maria che urlava "abbiamo un bagno solo!") e quindi, visto che parliamo di gente avvezza ai miracoli …
Don Gallo sapeva che Gesù riponeva nelle Trans grandi speranze per il futuro del genere umano
... Benedittanza

Quanta le trans bistrattate dalla Chiesa che non conosce le aspirazioni di Cristo riposte in loro
Quanta l’astio degli apostoli che ritardarono per becero maschilismo la diffusione della fede, aspettando il colpo di sole di San Paolo
Quanta la potenza staminale del seme divino che potrebbe anche aver trasformato un pene e una prostata in una vagina e un utero, che minchia credete di saperne di miracoli!

Tancredi

giovedì 1 marzo 2018

Come fanno i musulmani a conquistare le donne cristiane?

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Caro Moreno,
mia sorella, Federica, ha sposato un musulmano! Adesso lei si fa chiamare Aisha, e non esce più di casa, se non raramente, e quando la vediamo è sempre intabarrata come un fagotto. Non sono neanche sicuro che sia mia sorella, non la riconosco più. Ma come è possibile che succedano cose del genere? Noi in famiglia avevamo cercato di dissuaderla dal frequentare uno straniero così rozzo e primitivo, ma lei non ha sentito ragioni. Era completamente impazzita per lui! Non riuscivo a capire cosa possano trovarci le donne in tipi simili, finché un amico mi ha rivelato che gli arabi musulmani sono dotati di un sesso enorme e di conformazione particolare, grazie al quale riescono a mandare in estasi le donne. Ecco perché molte donne occidentali rinunciano alla civiltà e si lasciano irretire da questi selvaggi, arrivando a rinnegare la loro cultura e a convertirsi a quella religione brutale.
Purtroppo di fronte a questi mezzi, temo che la conversione in massa di moltissime donne occidentali proseguirà fino al punto da estinguere sia la nostra civiltà, che la nostra santa e vera religione Cristiana. Poi con un papa così smidollato per gli islamici sarà un gioco da ragazzi annientarci. Non dovranno nemmeno sbudellarci, ci faranno fuori a colpi di cazzo!!!
Mi domando però come facciano questi maschi ad essere così dotati. È una caratteristica della loro razza?
Tu che hai l'illuminazione direttamente dal Signore Gesù, puoi spiegare questo fenomeno?
Dio ti benedica, sant'uomo.
Riccardo
»

Carissimo Riccardo, devoto fratello in Cristo, tu mi confondi, addirittura "sant'uomo" è un appellativo che non mi sento di meritare. Ma grazie, comunque, sei gentilissimo.

Vengo subito al tuo quesito. È giusta la teoria che le donne occidentali sono conquistate dagli arabi musulmani a causa delle straordinarie virtù sessuali di questi. Ma come fanno i musulmani ad avere membri equini? Ed in realtà, possiedono davvero membri così sviluppati?

La spiegazione si trova in una pratica tramandata da ancor prima dei tempi di Maometto. Ai maschi musulmani, non appena raggiungono la pubertà, viene insegnata una tecnica, sviluppata ed affinata nel corso dei secoli, che determina sia l'ingrandimento che la modellazione del pene. In pratica, con questa tecnica applicata in modo costante e diligente i maschi si ritrovano da adulti ad avere un'attrezzatura virile conformata in modo tale da far impazzire le donne.

Andiamo con ordine.

La tecnica si chiama "Jelq". I padri la tramandano ai figli per tradizione orale. Se ne rinviene un cenno anche nella Bibbia - la Bibbia in effetti contiene tutto ciò che è necessario sapere: Si infiammò per i suoi amanti, la cui carne è come la carne degli asini e la cui emissione è come quella dei cavalli. (Ez 23,20).

Vediamo più in dettaglio in cosa consiste il Jelq. Questa lezione interessa anche i giovani occidentali, i quali così avranno la possibilità di mettersi alla pari dei maschi musulmani.

Il Jelq è un esercizio che ha lo scopo di forzare grandi quantità di sangue nel pene, aumentando la pressione interna e creando una quantità controllata di micro-lesioni nelle strutture del pene. Queste micro-lesioni dovrebbero essere in gran parte riparate durante la notte, ma un eccesso di lavoro o la mancanza di riposo diminuirà l'efficacia dell'esercizio. Il Jelq può essere efficace per aumentare la lunghezza, lo spessore o entrambi.

L'esercizio consiste nell'applicare una presa "OK" con pollice ed indice alla base del pene lubrificato e parzialmente eretto, riducendo la circolazione sanguigna, e nello spingere la presa in avanti verso il glande. Una volta che la presa ha raggiunto il glande, la stessa presa è applicata con l'altra mano e lo stesso movimento è effettuato con questa. Il processo è ripetuto in modo continuo per un certo numero di "spremute". Ogni "spremuta" dovrebbe richiedere almeno tre secondi.

È importante che il Jelq sia preceduto e seguito dal riscaldamento, al fine di rilassare i tessuti e ridurre il rischio di lesioni.

Riepilogando:
  1. Applicare una presa OK alla base con una mano
  2. Spremere dolcemente in avanti verso il glande
  3. Applicare una presa OK con l'altra mano e rilasciare la prima
  4. Spremere dolcemente in avanti verso il glande
  5. Applicare una presa OK alla base con la prima mano e rilasciare la seconda

Ripetere i passi da 2 a 5 più e più volte.

Il Jelq è, a prima vista, semplice, ma per padroneggiare veramente l'esercizio, specie nelle sue diverse varianti, possono essere necessari anche molti mesi. Inizialmente il pene avrà bisogno di adattarsi alla pressione, per cui si dovrebbe tendere ad aumentare gradualmente l'intensità e la durata degli esercizi nel corso del tempo. In questo modo si aumenterà via via l'afflusso di sangue nel pene e si svilupperanno tessuti più resistenti allo stress causato dall'esercizio.

Il livello di erezione è importante. All'inizio della spremuta si avrà poca pressione, mentre alla fine la pressione sarà molto alta. In questo modo si favorisce lo sviluppo del pene "a mazza da baseball".

Il livello minimo di erezione con cui si dovrebbe fare Jelq è del 40-50%. In generale, maggiore il livello di erezione, maggiore l'effetto sullo spessore, e viceversa, più basso il livello di erezione maggiore l'effetto sulla lunghezza. Comunque molto dipende dalle caratteristiche individuali; alcuni guadagnano facilmente in lunghezza, altri in spessore. Non si dovrebbe fare Jelq con livelli di erezione superiori all'80%, soprattutto inizialmente.

La presa può essere applicata in molti modi, ma alcune regole di base vanno sempre rispettate:
  • Forza - Adattare intensità e diametro della presa al livello di erezione durante le tirate (o spremute) in modo di evitare cambiamenti improvvisi di pressione.
  • Continuità - Evitare di aumentare la forza con cui si stringe il pene durante il progredire della spremuta.
  • Partire dalla base - La presa dovrebbe essere applicata quanto più vicino al corpo possibile.

La presa OK standard può essere applicata in due modi, palmo verso l'alto e palmo verso il basso (presa OK inversa). Anche se in genere quando si parla di presa OK ci si riferisce ad una presa in cui pollice ed indice si toccano, questo non è obbligatorio; quel che è importante è che con la presa si riesca a "intrappolare" efficacemente il sangue. Per questo si utilizza anche una presa ad "U" (pollice ed indice non si toccano); quando questo tipo di presa è applicata verticalmente (presa a pizzico) tenderà a lavorare di più sui corpi cavernosi, stimolando aumenti di spessore.

La presa dovrebbe essere applicata dritta. Al fine di correggere una curva del pene, alcuni usano una presa applicata diagonalmente, in modo da applicare più pressione all'interno della curva. Non è chiaro se effettivamente questi tentativi di correzione possano essere efficaci.

Gli effetti del Jelq sono una risultante dello stiramento e dell'aumento di pressione interna che questo movimento provoca. Se si vuole un maggiore stiramento, la presa dovrebbe essere meno stretta ma mantenuta con più forza. Questo fine può essere raggiunto con una rotazione della presa nel punto di applicazione. È anche utile, in questo senso, usare la prima mano che applica la presa per effettuare una specie di stiramento corto mentre si applica la seconda presa.

Bisogna fare attenzione a non provocare danni al nervo dorsale, che percorre la parte alta del pene, situato nel mezzo. C'è un intrico di nervi nella metà alta del pene, appena sotto il glande; quest'area dovrebbe essere evitata o terminando la tirata 2-3 cm prima del glande oppure utilizzando una presa che esercita pressione lateralmente e non al centro dell'asta. Una presa "OK inversa" è più indicata se si vuole portare la tirata (o spremuta) fino al glande, in quanto la pressione è meno elevata nel punto indicato. In ogni caso occorre cautela.

Per essere sicuri che tutte le parti del pene siano stimolate la presa dovrebbe essere variata nel corso della sessione. Una serie di spremute con la presa normale, un'altra serie con la presa inversa, un'altra cambiando il senso di rotazione della presa etc.: questa è una buona abitudine da prendere.

È meglio iniziare con una presa poco stretta ed aumentare la forza della presa man mano che si progredisce durante la sessione; ciò, insieme ad un appropriato riscaldamento, può evitare la maggior parte delle "petecchie" (puntini rossi lungo l'asta, causati da rotture di capillari) che il Jelq può causare, soprattutto ai principianti.

Un angolo verso l'alto eserciterà più stress sulla tunica, la quale è più difficile da allungare dei legamenti. L'angolo verso l'alto è usato insieme ad una presa standard. È più difficile spingere la presa molto vicino alla base con questa angolazione.

Un angolo verso il basso eserciterà più stress sui legamenti. In questo caso una presa inversa è più indicata.

Con una presa normale OK, tirando verso sinistra con la mano destra, e verso destra con la mano sinistra, si applicherà più forza sui legamenti di un lato per volta; la lunghezza ne beneficierà. Spingere verso un lato con la mano dello stesso lato, con una presa OK inversa, ha effetti simili.

Alcuni trovano che fare Jelq in piedi aumenta la pressione iniziale del sangue nel pene, e quindi è più efficace. Analogamente, i Jelq fatti da seduti con le gambe tenute più in alto del pene dovrebbe aiutare. Ciò inoltre aiuterà a spingere la presa più vicino al pube e migliorerà l'angolazione verso il basso.

La durata di ogni tirata dovrebbe essere di almeno tre secondi. È molto facile iniziare con la dovuta lentezza ma poi si tende ad aumentare la velocità, fino a giungere quasi alla masturbazione; per evitare ciò, bisogna restare concentrati. Guardare le lancette di una sveglia, oppure contare, o ancora usare un metronomo, è una buona idea per mantenere il giusto ritmo.

Eseguire le tirate con la giusta lentezza è anche utile per aumentare con la dovuta gradualità le pressione esercitata, evitando improvvisi picchi di intensità, potenzialmente dannosi.

La pelle che ricopre il pene è una complicazione aggiuntiva quando si fa Jelq. Si può scegliere di ignorarla e fare Jelq normalmente; in questo modo si avrà però un edema (accumulazione di liquidi) nella pelle, che si gonfierà. Questo può essere considerato un effetto collaterale minore. Un'altra conseguenza possibile è l'effetto a collo di tacchino, dalla forma che il pene transitoriamente assume.

L'alternativa è retrarre la pelle all'inizio di ogni tirata. È necessario imparare e ciò richiede un certo tempo. Si può procedere in due modi; il primo è rilasciare completamente la mano che è arrivata al glande prima di applicare di nuovo la presa; l'altro è di rilasciare la presa solo leggermente alla fine della tirata, in modo che l'altra mano che inizia ad applicare la presa alla base possa tirare indietro quanto basta la pelle in eccesso.

Il principale ed ovvio effetto positivo del Jelq è l'aumento di dimensioni del pene. Nei primi due mesi i cambiamenti sono maggiormente evidenti: la pelle diventa più resistente ed elastica; le vene diventano più pronunciate, segno di una maggiore capacità di irrorazione; la qualità e durezza delle erezioni sarà molto aumentata.

Ci sono anche alcuni modesti effetti collaterali, ai quali però occorre prestare la massima attenzione per non incorrere in problemi che potrebbero determinare addirittura l'allontanamento dalla comunità dei fedeli. Infatti nella Bibbia è scritto: Non entrerà nella comunità del Signore chi ha il membro contuso o mutilato. (Dt 23,2).

Piccoli puntini rossi (petecchie), sia sull'asta che sul glande, sono il risultato di capillari rotti. Tali puntini dovrebbero scomparire nel giro di qualche giorno. Un appropriato riscaldamento e un aumento graduale dell'intensità dovrebbe aiutare a minimizzare questo effetto, che non è comunque da considerare niente di preoccupante.
Se tali punti sono più grandi, allora la rottura dei capillari è più estesa, è può riguardare anche pareti venose. In questo caso è necessario astenersi dai Jelq per qualche giorno.
Puntini neri sull'asta indicano insufficiente lubrificazione. Dovrebbero sparire rapidamente anch'essi.
Lividi scuri alla fine dell'asta e/o alla base sono comuni in chi pratica Jelq. Essi sono causati dal sangue pressato attraverso le membrane ed impossibilitato a defluire. Anche in questo caso, riscaldamento e progressione graduale negli esercizi possono minimizzarne la nascita.
Questo tipo di scurimento può avvenire in una singola sessione se si indeboliscono le pareti di una vena. In questo caso il livido sarà di forma circolare, con un diametro di 3-4 mm più. Qualche volta il punto di rottura può essere percepito come un piccolo grumo (sangue coaugulato). In questo caso continuare gli esercizi può aggravare il problema. È dunque necessaria una sosta di almeno 3 giorni.
Anche se questo scurimento andrà via molto lentamente cessando il Jelq per mesi o anni, si può ridurlo con alcuni metodi:
  • Massaggio caldo - Effettuare il riscaldamento dell'area scurita ed intorno ad essa. Con i polpastrelli effettuare un gentile massaggio nel punto in cui appaiono le macchie verso il basso. Ripetere diverse volte.
  • Bendaggio - Con una striscia di Theraband larga circa 4 cm fasciare l'asta al di sotto delle macchie coprendo circa 5 cm dell'asta. Fissare con del nastro adesivo. La pressione della benda non dovrebbe ridurre l'afflusso di sangue, ma solo ridurre il deflusso senza impedirlo completamente. Se fatto correttamente, la parte del pene al di sopra della fascia sarà ingrandita ma la circolazione sarà quasi normale. Controllare segni di riduzione di circolazione o di abbassamento della temperatura. La benda dovrebbe essere indossata tutto il giorno. Se l'area oltre la fascia accumula una pressione troppo elevata una leggera pressione sul glande dovrebbe ridurla.

Entrambi i metodi menzionati richiedono tempo per funzionare.
Con sessioni lunghe e/o intense di Jelq, fluidi linfatici sono spinti verso la fine dell'asta, dove confluiscono. Ciò può risultare in un rigonfiamento del pene vicino al glande ed un leggero dolore. L'effetto è temporaneo e dovrebbe durare poche ore.
Il Jelq spesso causa la maggior parte dello stress sulla pelle alla base del pene, perciò quando si ha la crescita questo è il punto in cui spesso si verifica lo stiramento della pelle. Se la pelle si stira alla base, la parte inferiore dell'asta non presenta resistenza e lo scroto si stira lungo l'asta (collo di tacchino). Evitare questo effetto può essere difficile. Effettuare una routine di stiramento della pelle verso il basso può aiutare.
Lo stiramento della pelle può causare smagliature; una buona lubrificazione può aiutare ad evitare questo effetto.

Ci sono molte tecniche per riscaldare il pene prima di una sessione. Il riscaldamento con bendaggio caldo dovrebbe durare almeno cinque minuti, per dare il tempo al calore di penetrare in profondità nei tessuti. Alla fine si dovrebbe sentire il pene molto rilassato e plasmabile.
Tecniche di bendaggio caldo:
  • Panni imbevuti - tessuti non sintetici (cotone, lana, lino) vengono imbevuti in acqua calda e semplicemente mantenuti intorno al pene; una volta intiepiditi, vengono riscaldati di nuovo e riapplicati. La linea guida è che l'impacco dovrebbe essere quanto più caldo è possibile ma non dovrebbe scottare.
  • Calzino riempito di riso crudo - esso viene riscaldato in un forno a microonde per 2-3 minuti. In questo modo il calore viene trasmesso meglio ai tessuti.
  • Tazza con acqua - si riempie una tazza di acqua calda e si inserisce il pene in essa; si spinge poi la tazza contro il corpo.
  • Bottiglia di Aladino - si prende una bottiglia molto larga, lunga almeno dieci centimetri di più del pene flaccido. Riempire per 5-10 cm la bottiglia con acqua calda ed inserire il pene nella bottiglia. Poi spingerla contro il corpo, facendo sigillo con esso. Il pene dovrebbe essere riscaldato dal vapore, non dall'acqua.
  • Presine calde - ci sono varie "presine", o cuscinetti, in commercio; alcuni sono specificamente indicati per il pene, ma anche quelli generici per la terapia fisico-atletica dovrebbero andar bene. Riscaldare il cuscinetto e applicare. Si può anche avvolgere la presina in dei panni imbevuti d'acqua.
Molti lubrificanti possono essere utilizzati per il Jelq. Un buon lubrificante dovrebbe durare a lungo senza essere assorbito, né dovrebbe seccare la pelle. I lubrificanti a base di acqua possono essere "resuscitati" aggiungendo un po' di acqua, per cui è utile tenere sottomano una tazza di acqua.

Lubrificanti comunemente utilizzati:

  • Olio per il seno femminile
  • Gelatina KY
  • Olio di colza
  • Olio per neonati
  • Vaselina
  • Burro di cacao
  • Olio di oliva
  • Olio vegetale
  • Olio di semi
  • Balsamo di tigre
Si può fare un mix dei vari lubrificanti, aggiungendo ad esempio olii essenziali.

Non usate sapone! Il sapone secca la pelle creando irritazioni, e se giunge nell'uretra può irritarla.

I principianti dovrebbero partire da 5 minuti di Jelq, giungendo gradualmente a 15 minuti entro qualche settimana; all'inizio è consigliata una routine a giorni alterni.
Gli esperti possono utilizzare una routine più continuativa, introducendo un giorno di riposo ogni 3-4-5 giorni di allenamento.
Il tempo speso nel Jelq varia. In generale è meglio aumentare l'intensità invece del tempo. Sessioni di Jelq da 30 minuti non sono infrequenti. Sessioni più lunghe, oltre i 45 minuti, dovrebbero essere molto sporadiche (sessioni "shock").

Quale sarà dunque il risultato di questi impegnativi esercizi? Il membro virile si allunga, si inspessisce, e si rafforza, ma soprattutto guadagna un glande più turgido e duro. La "cappella grossa", che nei racconti popolari sentiamo spesso nominare, è sempre stata il contrassegno distintivo di una virilità di qualità superiore. Come mai? C'è una ragione fisiologica precisa. La cappella grossa riempie il lume vaginale, e preme con decisione il "punto G" all'interno della vagina. Questo punto è particolarmente importante per far raggiungere alla donna un orgasmo più intenso. Stantuffando con forza un membro lungo e duro, e munito di una cappella grossa, dentro la vagina, è garantito che la donna avrà multipli orgasmi di straordinaria potenza, anche qualora avesse subito la mutilazione del clitoride. Si spiega così anche il fatto che i musulmani siano soliti praticare la mutilazione genitale alle proprie bambine: esse saranno comunque pienamente soddisfatte, se sposeranno un musulmano, mentre con un occidentale dal pene piccolo e floscio non troverebbero alcuna gratificazione. Si tratta di una semplice misura protezionistica.

Con questo ho detto tutto. Ricordo ancora una volta che ogni consiglio dispensato dalle pagine di Risposte Cristiane è stato prima provato personalmente da noi esegeti, perciò possiamo garantire la bontà e l'efficacia di quanto proponiamo.
Grazie a spiegazioni così precise e dettagliate, sono sicuro che i nostri baldi giovani sapranno recuperare il terreno perduto e mettersi alla pari dei giovani maschi musulmani, anzi superarli: Fratelli in Cristo che se lo misurano con i Fratelli Musulmani!
La benedittanza del Signore Gesù vi ricopra densa e copiosa, mentre vi massaggiate vigorosamente il pene per maggior gloria del Dio Cristiano!

Moreno

mercoledì 20 dicembre 2017

Ma che partita! Pensa a trombare invece, che Dio ti guarda!

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Cari fratelli, sono attanagliato da un dubbio atroce: sono un peccatore? 
Vi spiego: l'altra sera mi ero già sdraiato sul letto con telecomando e noccioline, per seguire la partita di Champions della Juve che arriva mia moglie tutta in ghingheri, intimo nero, calze a rete e tacchi a spillo e comincia a strusciarmisi addosso.
Non ci crederete, ma non mi sia alzava neanche con l'argano!
Ero lì a pensare che l'arbitro stava per fischiare l'inizio, che dovevo sbrigarmi e invece sembrava che stessi facendo dei preliminari della Madonna (la Madonna era vergine, ma i preliminari li faceva, vero?).
Finalmente, raggiunta una consistenza lievemente barzotta glielo butto dentro e riesco ad avere una meravigliosa eiaculazione precoce: bello soddisfatto faccio un po' di scena madre, mi strappo i capelli e lei per consolarmi mi dice che può succedere a tutti, di non preoccuparmi e per distrarmi ... (!) ... mi accende la TV!
Mitico! Ho pensato: il Signore mi ama.
Ma dentro il cuore mi è rimasto il dubbio: e se avessi peccato?
Levatemi questo atroce dilemma!
Giacinto
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giovedì 23 novembre 2017

Come fermare la profanazione dei simboli religiosi in vetta?

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Carissimo Moreno,
permettimi di darti del tu come si fa tra alpinisti, infatti so che anche tu sei appassionato di montagna.

Ti scrivo per segnalarti l'ennesima profanazione perpetrata ai danni di un simbolo religioso: nella notte tra il 6 e il 7 ottobre, la croce sulla cima della Grigna Meridionale (2184 m) è stata abbattuta, e la statuetta della Madonna decapitata.

La croce si trovava lì dal 1947, senza che alcuna intemperia naturale l'avesse mai danneggiata, ma ora una mano sacrilega ne ha fatto scempio.

Cosa possiamo fare per mettere un freno a questa scellerata mania di distruggere i simboli religiosi posti sulle vette delle montagne?

Che il tuo angelo custode tenga saldi i tuoi scarponi,
Roberto
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mercoledì 15 novembre 2017

Conoscenza in senso biblico: trombare o studiare?

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Fratelli in Cristo,
ho avuto una discussione con atei e miscredenti i quali sostengo che la conoscenza per noi credenti è il male, infatti Dio non voleva che la avessimo e ce la siamo presa con l'inganno obbedendo al serpente.
Io ho sempre pensato che la conoscenza della mela di Adamo ed Eva fosse quella carnale e che nulla avesse a che fare con la conoscenza scientifica e la cultura: cosa devo pensare?
ditemi come rispondere a questi bestemmiatori infami
Caio
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venerdì 27 ottobre 2017

Halloween: Sì o No? Basta scegliere le zucche giuste!

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 Cari fratelli,
come tutti gli anni vengo tormentato dalle mie figlie che vogliono un costume da streghe, non più per andare in giro la notte di Halloween ad estorcere dolci agli anziani, ma per andare in una Chiesa a ricordare i loro cari che non sono più con noi (The Church Village, mi pare si chiami il posto).
Sono ormai in età da liceo ed i costumi che vorrebbero non sono propriamente castigati! Ti mando la foto che si sono fatte nel camerino del negozio.
Cosa devo fare? è veramente peccato come dicono i nostri santi Vescovi? Non è in fondo solo la festa dei morti con un altro nome?
Aiutatemi!
Sempronio

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sabato 21 ottobre 2017

Ma che mal di testa! Sfondagliela a nerchiate: Dio lo vuole!

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Fratelli in Cristo,
da un po' di tempo non riesco più ad avere rapporti con mia moglie.
Ogni volta che provo a puntellarle la minchia nella schiena, si gira un attimo, mi sorride con sguardo contrito per vantare un terrificante mal di testa, mi ridà le spalle, recita rapidamente un ave e un pater e comincia quasi istantaneamente a russare come una segheria canadese.
A volte mi sento le palle scoppiare: cosa devo fare andare al cesso e farmi un raspone, andare a puttane, trombarmi la moglie di suo fratello che mi fa piedino ogni volta che siamo a pranzo dalla suocera o metterla di fronte ai suoi doveri coniugali (la mia minchia tosta) fottendomela contro la sua volontà?
Cosa vuole il Signore?
Ditemi la cosa giusta!
Con devozione
Simeone
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martedì 3 ottobre 2017

Acqua benedetta, clisteri e costipazione cristiana

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Cari fratelli in Cristo che così bene spiegate a noi meno dotti i misteri della Fede, il mio quesito è questo: soffrendo di ricorrente costipazione e stitichezza, mi succede di non riuscire a defecare anche per dieci giorni di seguito, ma essendo devoto mi reco tutti i giorni a messa dove prendo l'eucarestia. Ho pensato che tenere dentro di me tutto quel corpo di Cristo per così tanti giorni non faccia piacere a Dio quindi ho provato a purgarmi, ma con liquidi adeguati;

venerdì 8 settembre 2017

Il Corpo di Cristo va nello sciacquone? Digestione cristiana e merda eucaristica

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Fratelli esegeti,
Uno degli ultimi articoli offre tantissimi spunti di studio e meditazione, ma uno di questi provoca grande turbamento al mio spirito: si tratta della Santa Eucaristia. Il grano e il vino trasformati nel corpo e nel sangue di nostro Signor Gesù Cristo.
Non mi riferisco, ovviamente, al mistero della transustanziazione che tra i tanti doni che Gesù ci elargisce è il più generoso: il Suo Santissimo corpo che, assimilato nel nostro attraverso l’Eucaristia, purifica e santifica la nostra anima.
Sto parlando del processo digestivo che l’Ostia Santissima subisce durante il transito intestinale che la trasforma in escrementi.

sabato 19 agosto 2017

Fetore anale secondo le Scritture

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 Cari fratelli,
un annoso quanto anoso problema mi affligge: la mia fidanzata da un po’ di tempo è diventata inavvicinabile. Io, essendo sempre con lei, ci ho fatto l’abitudine, ma gli amici non riescono più a sopportarla e inventano le più bieche scuse per evitare di frequentarci.
Oramai siamo rimasti soli ed, in effetti, devo fare attenzione ad evitare di respirare aria troppo pura e poi avvicinarmi repentinamente a lei perché, allora si che anche io, effettivamente, me ne accorgo.
Dimenticavo, il problema è il fetore! Le puzza il sedere in un modo insopportabile!