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sabato 18 agosto 2012

Divina fellatio


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Caro Moreno,
il mio nome è Antonella e sono una sincera credente sin da bambina, perché cresciuta in una famiglia molto devota e assidua nel seguire i precetti della Chiesa. Sin dall'età dell'adolescenza ho avuto ben chiaro in mente il desiderio di mantenermi casta e pura per piacere a Gesù, riservandomi solo a Lui. Mi considero perciò una suora laica, e, pur conducendo una vita del tutto normale, lavorando e frequentando gli amici, non intendo sposarmi. A 35 anni infatti sono ancora vergine e intatta. Di questo devo ringraziare soprattutto un mio compagno di scuola della terza media, che mi insegnò come fare a soddisfare le voglie dei maschi con la bocca. Da quella volta ho sempre usato questo tipo di attenzioni con i miei amici, e tutti, ma proprio tutti, sono sempre stati contentissimi di ciò che facevo loro. Devo dire che per me, soddisfare i bisogni virili con la bocca non è affatto un compito noioso o antipatico, ma anzi mi piace molto. Amo vedere che l'uomo da me gratificato si rilassa e gioisce per le mie leccatine, e il momento magico in cui schizza il seme nella mia bocca è particolarmente bello. Io ho sempre bevuto tutto lo sperma che ho ricevuto, senza mai versarne una sola goccia, e pertanto con me non è stato mai commesso il peccato di spreco del seme. Ogni volta, i miei amici diventano ancora più gentili e carini dopo che li ho soddisfatti, e questo dimostra che la Grazia del Signore, per merito mio, scende su di loro, e li avvicina a Dio. Infatti, molte volte riesco facilmente a convincere l'amico che è con me, a rivolgere una preghiera di ringraziamento a Dio per il bene ricevuto.
Ora però vengo al punto della mia domanda. Come ho spiegato sopra, io ho sempre bevuto il seme maschile, ed è una cosa che ho sempre fatto con grande piacere perché il gusto deciso e la consistenza cremosa dello sperma sono un giulebbe per me, un vero nettare degli dei. Così ho pensato: se questo grande piacere che ricevo e do, è la più ineffabile gioia della mia vita terrena, che cosa mi aspetterà quando sarò in Paradiso? Io so che certamente lassù c'è già un posto a me riservato, per merito della mia condotta impeccabile, ma potrò continuare a far godere i miei amici (almeno quelli che a loro volta avranno guadagnato il premio eterno), e posso magari aspirare a qualcosa di ancora più alto? Ho quasi timore di chiederlo, Moreno, ma spero tanto che tu sappia darmi una risposta... potrei addirittura ambire a succhiare il Sacro Membro di Gesù?
È da tanto che mi gira in mente questa domanda, ma non trovo una risposta che mi convinca. Ho anche fatto un pellegrinaggio a Calcata, dove, a quanto si dice, in una teca è custodito il Sacro Prepuzio di Nostro Signor Gesù Cristo. Desideravo prostrarmi in adorazione del Prepuzio, per invocare da Dio la risposta alla mia domanda, ma una volta là mi è stato detto che la reliquia è stata rubata. So che ci sono molti altri Prepuzi Sacri, conservati presso diverse chiese e monasteri: per esempio a Santiago di Compostela, come pure a Chartres, Besançon, Metz, Hildesheim, Charroux, Conques, Langres, Anversa, Fécamp, Puy-en-Velay, Auvergne... e questo ovviamente non è per nulla inspiegabile. Infatti, se Gesù ha potuto moltiplicare i pani e i pesci, sarà stato un gioco da ragazzi per lui moltiplicare il proprio Prepuzio. Anzi, questo secondo me ci dice che Lui ha subito parecchie circoncisioni, proprio perché il Prepuzio gli ricresceva ogni volta, ecco perché ci sono così tante reliquie del Suo Prepuzio in giro; e questo ci dice anche quanto Egli abbia dovuto soffrire per noi, fin dalla più tenera età. Invidio Santa Caterina da Siena, che portò al dito il Sacro Prepuzio come anello di fidanzamento mistico con Cristo. Così, io vorrei tanto poter consolare Gesù, tenendo il suo Santo Pene tra le mie labbra.
Dunque, io capisco che questa è una domanda difficile anche per te che sei così esperto, ma c'è almeno un accenno nelle Scritture che mi faccia sperare di poter, una volta in Paradiso, baciare la Sacra Cappella di Gesù?
Con affetto, tua sorella in Cristo,
Antonella

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Carissima Antonella,
ci sono persone come te, pie e devote, che sono in special modo gradite al Signore, ed è possibile che a te possa essere riservata una Grazia particolare. Il tuo comportamento impeccabile e il tuo santo desiderio di piacere a Gesù e di ricompensarlo nel modo che ti è più congeniale, per il Suo amore verso di noi, ti fanno onore. Bisogna però analizzare con molta prudenza le Scritture e soprattutto studiare ciò che hanno scritto i Dottori della Chiesa, per trovare una risposta ad un quesito così specifico e peculiare.

Per prima cosa, soffermiamo l'attenzione sul fatto che Gesù ha un ruolo centrale e insostituibile per la Salvezza: Gesù disse: Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me (Giovanni 14,6).

Perciò senza dubbio il tuo desiderio di piacere a Gesù, è cruciale per ottenere il Paradiso. Ciò è confermato anche negli Atti: In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati (Atti 4,12).

È dunque solo per mezzo di Gesù che puoi sperare di raggiungere il Paradiso, ma, una volta lassù, quali attività potrai svolgere, e con quali modalità potrai avvicinarti a Gesù? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo capire se Gesù potrà essere disponibile a concederti di praticargli la fellatio.

Un primo indizio ci viene dal Vangelo secondo Giovanni, nel passo dove Gesù incontra la donna di Samaria e le chiede da bere: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva?...» Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna».  «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». (Gio 4,10-16). “Acqua viva” non è altro che lo sperma, ossia il liquido della vita. Pertanto Gesù è chiaramente disponibile a dare la sua "acqua viva" a chiunque gliela chieda.

Approfondiamo meglio questo punto. Ci viene in aiuto Sant’Agostino: “Colui che chiedeva da bere, aveva sete della fede della donna”. Certamente  uno dei modi più profondi per esprimere la propria accogliente simpatia verso una persona è di domandare un favore. Così fa Gesù. Quindi è chiaro che Gesù è del tutto disponibile a permettere alla donna di praticargli una fellatio, atto necessario a permettere l'erogazione dello Sperma Santo, che come abbiamo visto Lui chiama "acqua viva".

Gesù infatti focalizza il confronto tra l'ordinaria acqua del pozzo e quella che Egli dona. L’acqua del pozzo toglie la sete solo per breve tempo: ogni giorno lo stesso bisogno e la stessa fatica. L’acqua che Gesù dona è invece “una sorgente di acqua generatrice di vita eterna”. “Certamente l’acqua di Gesù non sottrae l’uomo ai bisogni e alle fatiche di ogni giorno, però gli permette di viverli con un altro respiro e in un altro orizzonte. L’acqua di Gesù non cambia le cose, ma fa molto di più: rinnova l’uomo” (B. Maggioni).

“Signore,dammi di quest’acqua, così non avrò più sete e non verrò più qui ad attingere”: la samaritana non sa guardare oltre le sue necessità quotidiane. Chiede l’acqua per non venire più al pozzo, tuttavia nella sua incomprensione comincia a farsi strada il desiderio: “Dammi di quest’acqua”. Domanda non per sapere, ma per avere.

Si ha un’inversione di ruoli: all’inizio era Gesù che chiedeva da bere, ora è la donna che lo chiede. In questo modo essa assume l’atteggiamento che Gesù le aveva domandato fin dall’inizio: “Tu stessa l’avresti chiesto”.

Chiedere è il modo corretto di stare davanti al Signore. I doni di Dio sono gratuiti, ma vanno anche domandati. Dio li distribuisce a piene mani, ma non li dissipa elargendoli a chi non ne è degno e non li vuole.

Ecco pertanto la chiave del tuo quesito: per ottenere, devi chiedere. Prega intensamente Dio di darti ciò che desideri, e certamente l'otterrai. Prega soprattutto ogni volta che pratichi la fellatio ad un tuo amico, immaginando che lui sia Gesù, e questo ti avvicinerà al Signore e ti permetterà di anticipare la sublime soavità della fellatio che Gesù ti concederà di praticargli una volta che Lo avrai raggiunto in Paradiso.

Cara sorella in Cristo, che la benedizione del Signore ti protegga sempre, tuo
Moreno

martedì 7 agosto 2012

Intervista a Moreno


Mafalda: Sono a colloquio con Moreno Sponton, il primo autore del blog "Risposte Cristiane", che ha gentilmente acconsentito ad una intervista.
Caro Moreno, innanzi tutto, vorresti darci una breve presentazione personale?

Moreno: Ah, ma certo, carissima Mafalda, che Gesù ti benedica. Ho 53 anni e svolgo la professione di programmatore di sistemi gestionali per la burocrazia tecnica. Fin da bambino, ho sempre provato grande interesse verso la religione. Ricordo bene quanto mi piaceva frequentare il catechismo, dove le simpatiche suore con le loro eleganti livree da pinguini insegnavano a noi ragazzini come dovevamo comportarci per piacere al Signore Gesù, e non farlo soffrire ulteriormente, dopo tutti i patimenti che Lui ha dovuto subire per redimere l'umanità dal peccato.
Ho avuto qualche problema solo alla scuola media. Lì avevo un insegnante di religione... un prete, con la tonaca nera e un enorme naso rosso, che mi odiava perché stavo attento alle lezioni...

Mafalda: Ma come è possibile? Il prete ti odiava perché stavi attento?

Moreno: Sì, è pazzesco ma è andata così... parlava con tono sempre uguale per un'ora senza dire niente... impossibile cavare un senso da quello che diceva... e io mi sforzavo di seguire i suoi discorsi ma mi smascellavo dagli sbadigli, aveva un effetto ipnotico. Lui mi odiava per questo, e mi dava dei brutti voti. I miei compagni invece giocavano a battaglia navale, così si passavano l'ora e non avevano problemi.

Mafalda: E questa disavventura non ti ha allontanato dalla religione?

Moreno: No, niente affatto, anzi è stato proprio in seguito al ricordo di queste vicende, che, dopo aver studiato a fondo le Scritture, ho maturato l'idea di diffondere tra parenti ed amici il Verbo di Dio con parole semplici e chiare, affrontando i quesiti che la gente reale si pone, riguardo alla religione.

Mafalda: Questo è molto bello da parte tua. Spiega allora, è nata da ciò l'idea del blog?

Moreno: Sì, è nata proprio così, l'idea di mettere un blog su internet. Ho pensato che, le risposte che davo alle persone che mi interpellavano per avere un aiuto ad interpretare correttamente la Parola di Dio riportata nella Bibbia, potevano interessare anche a tanti altri. Pubblicarle su internet avrebbe permesso a tante persone di trovare le risposte che cercavano. Così è nato "Risposte Cristiane".

Mafalda: Quindi le domande che ricevi, provengono da persone reali, non sono inventate?

Moreno: Inventate?! No, certo che non sono inventate! All'inizio ho pubblicato le domande che mi erano state rivolte da amici e conoscenti, poi un po' alla volta ho cominciato a ricevere richieste per email da tanta gente... nelle ultime settimane ne sono arrivate tantissime, credo che ci vorrà molto tempo e molto impegno per rispondere a tutti, ma, con l'aiuto di Dio, vorrei riuscire ad accontentare proprio tutti. È anche per questo, che adesso ho raccolto un gruppetto di collaboratori...

Mafalda: Ecco, volevo anche chiederti come mai recentemente sono apparsi su "Risposte Cristiane" diversi nomi, sotto l'etichetta "Illuminati Cristiani". Chi sono questi, e come sono pervenuti sul blog?

Moreno: Si tratta di vecchi amici, perlopiù, che ho conosciuto nel corso delle mie ricerche sulla Bibbia. Sono buoni cristiani, e hanno ciascuno una approfondita conoscenza di diversi aspetti della teologia cristiana. Hanno raccolto il mio appello ad aiutarmi nel blog, per far fronte alle tante domande che stanno arrivando, e pregando insieme il Signore perché ci dia la giusta ispirazione, cerchiamo di trovare le risposte alle domande.

Mafalda: Molti lettori però commentano con osservazioni poco lusinghiere i vostri articoli... molti pensano che si tratti di una burla... altri insinuano che le vostre interpretazioni delle Scritture siano sbagliate, e che ci sia addirittura l'ombra di Satana che si proietta sul blog...

Moreno: Chi può dire, ciò che è giusto e ciò che non lo è, quando si tratta di interpretare le Scritture? Solo Dio può conferire la capacità di interpretare la Sua parola, dissimulata nelle metafore della Bibbia e dei Vangeli. Per sapere se si sta interpretando correttamente, la chiave è chiedersi se ci sentiamo ispirati da Dio. Io, quando interpreto, mi sento sempre ispiratissimo! È accaduto pure che qualcuno abbia scorto un'aura di luce attorno alla mia testa, mentre me ne stavo chino davanti allo schermo del computer, intento a scrivere su "Risposte Cristiane"!

Mafalda: Fatto sta, che un sito quasi omonimo ha avvertito la necessità di avvisare i propri lettori di non aver nulla da spartire con il blog "Risposte Cristiane", e che secondo loro i vostri articoli sono frutto di fantasia; chiedono persino che cambiate nome al blog!

Moreno: Oh, sì, ho visto e mi dispiace, perché in realtà personalmente apprezzo molto il sito "Risposte Cristiane" della Chiesa Cristiana Evangelica di Bolzano. L'Alto Adige è sempre stata la mia meta preferita per le vacanze, per non dire quanto mi piacciano i canederli allo speck, inoltre i contenuti del sito sono ottimi e sono spesso fonte di utili informazioni per me.

Mafalda: Allora, le informazioni per i tuoi studi provengono da internet?

Moreno: In parte, sì. Oggi su internet si trova veramente tanto materiale interessante. Visito spesso i forum cattolici, sono delle vere miniere di preziose risorse... e quando viaggio in auto, ascolto costantemente "Radio Maria": è fantastica!

Mafalda: Ancora una domanda, ehm, un po'... intima. Molti degli argomenti trattati da te e dai tuoi collaboratori riguardano la sfera sessuale. Che genere di competenza specifica avete in materia?

Moreno: Oh, cara, tutto quello che ciascuno di noi suggerisce o propone ai nostri lettori, lo abbiamo verificato e provato personalmente. È una questione di coerenza, capisci.

Mafalda: Bhé, è davvero una dimostrazione di grande serietà da parte vostra. Si potrebbe dire persino che procedete con metodo scientifico sperimentale nelle vostre analisi bibliche?

Moreno: Ecco, sì, hai centrato il punto Mafalda, che la Grazia di Dio sia con te. Noi seguiamo un metodo scientifico e razionale analizzando la Bibbia, ma accompagnandolo sempre con la preghiera, perché è solo la preghiera che garantisce la correttezza delle risposte. Vedi, per esempio, quegli scienziati che stanno studiando il bosone di Higgs, che in maniera blasfema hanno rinominato "particella di Dio". Ma davvero ti pare che come dicono loro adesso il Creato non ha più bisogno di Dio per essere spiegato?

Mafalda: Eh, no, ci mancherebbe altro! Che terribile bestemmia! Come stanno le cose in realtà?

Moreno: Dunque, molti pensano che grazie alle scoperte scientifiche il posto che Dio ha nel mondo si riduca sempre di più e che le cose che rimangono da scoprire a cui attribuire la paternità a Dio siano sempre meno numerose e meno importanti per la vita di tutti i giorni di noi cristiani.
Ma non si rendono conto che in realtà non stanno facendo altro che descrivere quello che Dio è veramente, cioè che Dio è nascosto dappertutto. È proprio vero, lo stanno accantonando negli angoli bui, nei dimenticatoi, nei sottoscala del sapere, ma lì Dio ci sta benissimo. Dio è umile, non ama mettersi in mostra come gli scienziati che annunciano fieri le loro scoperte con squilli di tromba e fanfare, e poi magari dopo qualche anno si scopre che non era vero niente quello che proclamavano. No! Dio no, lui se ne sta tranquillo nei cantucci e ci protegge con il Suo esempio dal cadere in comportamenti vanagloriosi e superficiali, ci invita a scavare nel profondo, dentro di noi, e a trovarLo nel nostro cuore, come l’icona del Pellicano che si becca il petto fino a farne fuoriuscirne il cuore (simbolo del Sacro Cuore di Gesù Cristo Nostro Signore). Così noi dobbiamo esplorare le nostre interiorità fino a far risplendere la Verità di Nostro Signore e illuminare il buio delle false verità scientifiche.

Mafalda: Moreno, mille grazie per la tua gentilezza. Sei stato davvero molto chiaro. Vuoi aggiungere qualche parola per i tuoi lettori?

Moreno: Grazie a te, Mafalda, sorella in Cristo benedetta dal Signore. Ai lettori dico: grazie della vostra fiducia, io non la merito, ma con l'assistenza di Dio cercherò di trovare la Guida che mi conduca sulla retta via, in modo da poter indicare anche a voi la strada che il Signore vuole che noi percorriamo per giungere a Lui. Pregate sempre, e abbiate fede!

venerdì 3 agosto 2012

Coprofagia: Sesso Cristiano

« Gentile Dott. Girolamo,
Il mio nome è Francesco, e sono legato con una splendida ragazza di nome Margherita.
Il nostro legame sentimentale è fortissimo, ma allo stesso modo forte è la nostra fede per il Signore, al punto che abbiamo deciso di non avere rapporti sessuali fino a quando il nostro legame non sarà consacrato agli occhi dell'Altissimo.
Tuttavia, al fine di saziare il nostro appetito materiale, siamo soliti intraprendere rapporti basati sulla coprofagia reciproca.
Quando l'appetito dell'affetto altrui diventa insopportabile, ci rechiamo nella nostra stanzetta, nella quale accendiamo alcune candele e, al centro di un cerchio costituito dalle icone dei nostri Santi protettori, ci dedichiamo alla nostra passione, defecando nelle reciproche bocche.
Poiché il nostro Parroco, che ci sta guidando nel percorso di cresima, ci ha marchiati come pervertiti e peccatori, stiamo vivendo nel terrore e nello sconforto, temendo di avere violato la Volontà Celeste, incorrendo nella Sua ira.
Con la mano che trema e vaga errabonda sul foglio nel dubbio del peccato, ti salutiamo.

Un abbraccio fraterno.

Francesco e Margherita »


Beneamati Margherita e Francesco,
è col cuore in gola che accolgo il vostro lamento.
Mi rivolgerò a te Francesco, poiché spetta a te in quanto uomo, il compito di guidare la tua diletta Margherita.

E’ tuo dovere assisterla in una sana ed onesta vita d’amore in Cristo, trascinandola via dalle tenebre nel momento della debolezza, dove soccorso è mai più urgente che in questo momento.

Il sentimento che chiamiamo Amore, la più nobile e candida manifestazione di passione umana, a volte è sì forte, da poter strappare dalle mani di Dio, e far precipitare fra le lingue di fuoco dell’atroce Geenna.

Figli miei, il vostro ardore mi ricorda quello dei due amanti per antonomasia, coloro che per scelta furono da Dio imbrigliati,  nella gioia dell’amore prima e nell’abbraccio dell’oscurità dopo.

«  Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense. »

Divina Commedia, Inferno V

E’ chiaro che la vostra volontà di rimare immacolati fino al fatidico giorno è encomiabile e degna della mia più profonda ammirazione, ma è con solenne fermezza che vi rimproverò per l’imperdonabile sbaglio che state commettendo.

La coprofagia non va assolutamente praticata prima del matrimonio.
Che sia chiaro una volta per tutte.
In secondo luogo, è fortemente sconsigliato praticarla in casa propria, e vediamo il perché.

Deuteronomio 23
13 e fra i tuoi utensili avrai una pala, con la quale, quando vorrai andar fuori per i tuoi bisogni, scaverai la terra, e coprirai i tuoi escrementi. 
14 Poiché l’Eterno, il tuo Dio, cammina in mezzo al tuo campo per liberarti e per darti nelle mani i tuoi nemici; perciò il tuo campo dovrà esser santo; affinché l’Eterno non abbia a vedere in mezzo a te alcuna bruttura e a ritrarsi da te.

Come vedi, sin dal principio il divieto è chiaro ed il motivo è semplice:
C’è il rischio che il Signore, passeggiando per casa tua, pesti uno dei tuoi escrementi.

Ciò sarebbe una grande scortesia nei confronti di qualunque ospite, figuriamoci al cospetto dell’Eterno, che magari nella sua misericordia infinita è accorso frettolosamente a sostegno di te, in risposta alle tue preghiere. 
Che figura ci faresti? Per questo il mio consiglio è quello di praticarla (sempre dopo il matrimonio) in campagna o al limite, in una stanza d’albergo.

L’ultimo capoverso, anche se può sembrarti oscuro e sibillino, altro non è che una ulteriore precisazione a carattere prescrittivo:
Dio, entrando in casa tua non vuole vedere in mezzo a te (al centro del tuo petto) alcuna bruttura (nessun escremento). 
Altrimenti, schifato, si ritrarrebbe da te, per sempre.

E' peccato lasciare i propri escrementi in giro per la casa o il giardino
Ma vediamo cosa dice il Sacro Tomo riguardo la posa in opera del suddetto materiale fecale:

Malachia 2
2 Se non mi ascolterete e non vi prenderete a cuore di dar gloria al mio nome, dice il Signore degli eserciti, manderò su di voi la maledizione e cambierò in maledizione le vostre benedizioni.
3 Ecco, io spezzerò il vostro braccio e spanderò sulla vostra faccia escrementi,
gli escrementi delle vittime.. perché siate spazzati via insieme con essi.

Da queste poche e semplici parole, si evince quanto sia importante l’interpretazione corretta della parola di Dio, ed è precisamente qui che entriamo in gioco noi esegeti, che col nostro lavoro portiamo il verbo dell’Onnipotente in mezzo a voi, pecore smarrite.

Malachia ci esorta a prestare attenzione, onde non scambiare una dolorosa maledizione (la rottura d’un braccio) con una innocente e passionale benedizione (defecazione sul volto), con un occhio anche all’igiene del dopo rapporto, lo sciacquone che spazza via ogni residuo fecale.

Ora, se permettete, vorrei dare a voi futuri sposi, alcuni miei consigli per una sana e soddisfacente vita sessuale, vissuta nell’amore reciproco ed illuminata dalla Grazia dell’Agnello di Dio.

Vi prego di serbarli con gelosia e soprattutto di non metterli in pratica prima di essere convolati a nozze, per non incorrere ancora una volta, nel vile peccato di lussuria.
Mea culpa, stavo io per peccare di presunzione; in realtà queste raccomandazioni non sono farina del mio sacco,  provengono da Ezechiele, il mio Profeta preferito, colui che il Signore se lo porta in Gloria.

Ezechiele 4
12 Mangerai questo cibo in forma di una schiacciata d'orzo, che cuocerai sopra escrementi umani davanti ai loro occhi. 
13 In tal maniera, mi disse il Signore, mangeranno gli Israeliti il loro pane impuro, in mezzo alle genti fra le quali li disperderò».
14 Io esclamai: «Ah, Signore Dio, mai mi sono contaminato! Dall'infanzia fino ad ora mai ho mangiato carne di bestia morta o sbranata, né mai è entrato nella mia bocca cibo impuro».
15 Egli mi rispose: «Ebbene, invece di escrementi umani ti concedo sterco di bue; lì sopra cuocerai il tuo pane».

In questa ricetta Biblica c’è tutto quello che vi occorre sapere per espletare, senza alcun peccato, la vostra grande passione (la coprofilia) in piena sintonia con gli insegnamenti del Catechismo e della Madre Chiesa.

Ricorda: gli escrementi vanno prima mescolati con l’orzo, in modo da aumentarne il potere nutrizionale e renderli sostitutivi di carboidrati (pasta e pane).
Vanno inoltre schiacciati, per rendere uniforme la cottura ed infine cotti, per la loro completa sterilizzazione. I pericolosi batteri che ivi possono risiedere, infatti, superati i 100 °C, muoiono.

Fai soprattutto attenzione al fatto che tutta la “schiacciata” sia ben cotta: attenuerai notevolmente l’odore acre e pungente delle feci, in ragione delle fragranze tostate e maltate proprie delle deiezioni umane.

Per massimizzare questa proprietà consiglio una dieta ben ricca di fibre e vegetali (cicoria e scarola in primis) e di di bere molto “mate”, l’infuso argentino a base di erbe di campo e fieni aromatici.

Se voi come Ezechiele, nonostante le rassicurazioni del Signore, aveste comunque timore di venir contaminati da parassiti e malattie, seguite il Divin consiglio, usate feci di bue anziché le vostre.
Saranno già sterilizzate dal processo digestivo del ruminante, e pronte da ingerire, anche crude.

In conclusione, un’attualissima profezia.
         
Osservate il modo in cui il Signore, dopo aver viaggiato attraverso i tempi, abbia parlato per mezzo di Ezechiele e descritto ed implicitamente approvato i nostri moderni usi in ambito sessuale. 

La sua Sapienza non ha fine.

Ezechiele 23
1 Hai seguito la via di tua sorella, la sua coppa porrò nelle tue mani».
32 Dice il Signore Dio:
«Berrai la coppa di tua sorella,
profonda e larga,
sarai oggetto di derisione e di scherno;
la coppa sarà di grande capacità.
33 Tu sarai colma d'ubriachezza e d'affanno,
coppa di desolazione e di sterminio
era la coppa di tua sorella Samaria.
34 Anche tu la berrai, la vuoterai, ne succhierai i cocci,
ti lacererai il seno,
poiché io ho parlato».
Parola del Signore.

Come dite? Non avete compreso il senso di queste parole?
Vi do un aiuto.
Vi dice niente “due ragazze e una coppa”?

Nella speranza di avervi aperto gli occhi, vi faccio un cordiale augurio per la vostra prossima unione in Cristo, e che lo Spirito Santo viva sempre in voi.
Viva Gesù!

Fedelmente vostro,

Girolamo