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domenica 13 aprile 2014

È lecito masturbarsi per curare la prostata?

«Carissimo Moreno,
ho 45 anni, sono sposato e da qualche mese ho una infiammazione alla prostata. L'urologo che mi sta curando, oltre a prescrivermi delle medicine, mi ha detto che al massimo una volta a settimana devo "svuotare" questa ghiandola. Devo dire che mia moglie già di suo non è mai stata molto passionale, ma in questo periodo è abbastanza distante anche a causa dell'incipiente menopausa... insomma il medico mi ha detto che devo svuotare la prostata in qualsiasi modo anche con la masturbazione (parole testuali).
Io è da tanto che sto cercando di progredire spiritualmente, e il peccato di atti impuri (nella più ampia accezione del termine) è un peccato che ho impiegato tanto tempo a combattere e devo sempre stare all'erta per non cadere in tentazione, quindi a masturbarmi anche se per motivi di "salute" non ci penso proprio, e ad ogni modo credo che costituirebbe peccato comunque, come posso risolvere il mio problema?
Ne ho parlato con mia moglie, ma mi sembra di cozzare contro un muro. Che cosa posso fare?
Che Gesù ti benedica,
Giorgio»

Caro Giorgio,
ti confermo nel proposito di non pensare neanche lontanamente a svuotare la prostata con la masturbazione. Non già perché la masturbazione sia sgradita al Signore: come ho già spiegato più volte, la Bibbia non condanna la masturbazione, ma solo la dispersione del seme. Vedi al riguardo le mie risposte a Gianni La masturbazione: un grande dono di Dio e a Caterina Filosofia della masturbazione .

Ma la sessualità tocca l’intimo nucleo della persona ed è offensivo consigliare la masturbazione a chi dispone di un partner con cui svolgere una regolare attività sessuale. Oltretutto, masturbarsi non è un atto assimilabile a quello di soffiarsi il naso: ci vuole molto più tempo e assai maggiore impegno, anche psicologico.

È vero che la finalità è buona. Ma il fine va perseguito con mezzi leciti, rispettosi della dignità della persona. Perciò la giusta via, nel tuo caso, è di ottenere la collaborazione di tua moglie. Vedremo più avanti come fare per convincerla e con quali modalità.

Prima ti voglio esporre alcuni argomenti che rafforzano la posizione che ti sto proponendo.

Il Magistero della Chiesa è molto chiaro quando parla di masturbazione.
Dice: sia il Magistero della Chiesa - nella linea di una tradizione costante - sia il senso morale dei fedeli hanno affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato. (Persona humana 9). Quindi, prima controindicazione: faresti disordine in casa, e questo è decisamente sconveniente. Se tua moglie è una casalinga avrà ancora di più da faticare per mettere in ordine i DVD porno che avrai lasciato in giro, e se lavora toccherà alla colf, quindi meglio evitare.

Mi piace sottolineare quanto hai scritto: «quindi a masturbarmi anche se per motivi di "salute" non ci penso proprio, e ad ogni modo credo che costituirebbe peccato comunque».
Corrisponde perfettamente a quanto dice la dich. Persona humana: il senso morale dei fedeli ha affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato. (Persona humana 9). Repetita juvant.

Ciò che è intrinsecamente e gravemente disordinato è l’oggetto dei precetti morali negativi e nei loro confronti non vi è eccezione o dispensa.
Nell’enciclica Veritatis Splendor Giovanni Paolo II ha affermato: i precetti morali negativi, cioè quelli che proibiscono alcuni atti o comportamenti concreti come intrinsecamente cattivi, non ammettono alcuna legittima eccezione; essi non lasciano alcuno spazio moralmente accettabile per la "creatività" di una qualche determinazione contraria. Una volta riconosciuta in concreto la specie di un’azione proibita da una regola universale, il solo atto moralmente buono è quello di obbedire alla legge morale e di astenersi dall’azione che essa proibisce. (VS 67).

Se i precetti morali positivi (quelli che comandano di fare un’azione buona) obbligano sempre ma non in ogni caso (perché in quel momento si potrebbe essere impediti o si deve fare altro), i precetti morali negati, e cioè quelli che vietano il male, obbligano sempre e in ogni caso.
In teologia morale si dice che i primi (quelli positivi) obbligano semper, sed non ad semper; i secondi invece (quelli negativi) obbligano semper et ad semper.

Il Magistero della Chiesa ha detto che la masturbazione fatta da sé stessi non è lecita per raccogliere il seme allo scopo di esame diagnostico.
Il S. Ufficio alla domanda: "È lecita la masturbazione direttamente procurata con lo scopo di ottenere lo sperma per scoprire la malattia contagiosa "blenorragia", e, per quanto possibile, curarla?” ha risposto di "no" (DS 3684).
Quale il motivo di tale severità?
Perché si tratta di un atto che di fatto non coinvolge solo il corpo, ma tutta la persona nei suoi aspetti emotivi e relazionali più profondi.
Ne tocca l’intimo nucleo. Ecco perciò che questo tipo di prelievo va eseguito rigorosamente a cura di un'infermiera appositamente addestrata.
È compito del medico indicare forme alternative, come ricorda il Comitato Nazionale di bioetica in data 5.5.1991, quando ha pubblicato un documento sui Problemi della raccolta e trattamento del liquido seminale umano per finalità diagnostiche. Ed è ciò che fanno le infermiere che vedi nella foto qui sopra.

Alcune osservazioni valgono anche per il caso che stiamo affrontando:
  1. soggettivamente la raccolta del liquido seminale con masturbazione può comportare, sia nel medico che nel paziente, problemi e perplessità di ordine morale personale anche non esclusivamente religiosi;
  2. deve essere strettamente salvaguardato, nel rapporto deontologico medico-paziente, il pieno rispetto delle convinzioni religiose e culturali e della dignità personale del paziente;
  3. deve essere altresì garantita al paziente stesso la piena informazione su eventuali metodiche alternative scientificamente valide e purché non lesive della integralità fisica dell’individuo, che ad esse deve comunque dare il proprio consenso.
Seguire vie alternative potrebbe comportare tempi un po' più lunghi.
In ogni caso rimane però integra la salute morale della persona nella relazione che ha con se stessa, nei confronti degli altri e soprattutto con Dio.

Vediamo dunque come fare per raggiungere lo scopo e salvaguardare la tua salute, che è dono del Signore e pertanto va gestita con il massimo rispetto.

Come ti ho anticipato, dovrai persuadere tua moglie a collaborare. Se lei è scarsamente reattiva e non ha voglia di adempiere al suo dovere coniugale, è giusto non costringerla, però dovrà almeno praticarti qualche fellatio. Una fellatio presenta innumerevoli vantaggi per una donna che non ha estro per un rapporto sessuale, ma desidera soddisfare un uomo. Prima di tutto, non è neppure necessario che lei si spogli: può eseguire il sesso orale completamente vestita. L'impegno fisico è irrisorio, infatti si tratta più che altro di lavorare bene con la lingua, e di dare leccatine e succhiotti sul glande. Puoi istruire tua moglie ad esaltare l'efficacia della fellatio aiutandosi con le mani: una mano può stringere (con garbo!) i testicoli, e massaggiarli, mentre l'altra mano può accarezzare l'asta del pene con un lento movimento di andirivieni. È utilissima anche la tecnica del "dito nell'ano", con il quale tua moglie potrebbe esercitare una moderata pressione sulla prostata, favorendo così il completo svuotamento del liquido seminale che, se restasse a marcire là dentro, produrrebbe tossine molto pericolose per la salute.

Lo sperma, invece, in questo modo uscirà bello fresco e fragrante e si riverserà nel cavo orale di tua moglie, che - questo è estremamente importante - dovrà accoglierlo con il dovuto rispetto e badando bene a non sprecarne neppure una gocciola. Se il gusto del tuo sperma non dovesse risultare del tutto gradito a tua moglie, puoi ovviare all'inconveniente consumando almeno mezzo chilo di fragole al giorno per due o tre giorni, prima di farti praticare la fellatio. Aggiungo: se l'urologo ti ha prescritto almeno un'eiaculazione alla settimana, tu fanne due o anche di più, che di tale medicina non c'è rischio di sovradosaggio!

Qualora, nonostante le tue giuste esortazioni, tua moglie fosse ancora riottosa, potrai adottare delle misure di persuasione nei suoi confronti, per le quali ti saranno utili apposite attrezzature disponibili in commercio e facilmente reperibili attraverso internet ad un costo più che ragionevole, di cui ti mostro un'illustrazione abbastanza esplicativa.
L'impiego di mezzi di correzione simili a questi nei confronti della propria moglie secondo le Scritture è perfettamente legittimo, infatti la Bibbia dice: Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. (Efesini 5,22-24).

Ti assicuro la mia preghiera e ti invio un kiloJesus di benedittanza,
Moreno

mercoledì 2 aprile 2014

Dolore, gioia e godimento: dal sacrificio di Cristo al Sadomaso


«
Cari Fratelli illuminati,
Da qualche anno lavoro insieme ad altre colleghe nello studio di un avvocato, molto cordiale ed amichevole, vuole che ci diamo del tu e si fa chiamare da noi Pino; è particolarmente esperto in diritto canonico, per cui le sue consulenze di maggiore rilievo riguardano casi di annullamento di matrimonio presso la Sacra Rota. Ogni volta che otteniamo un annullamento, dice che dobbiamo espiare perché, in ogni caso, si tratta di un fallimento dell’uomo verso Nostro Signore.
Dice che per ottenere il perdono di Nostro Signore per noi, ma soprattutto per gli altri peccatori, occorre provare dolore, perché solo col dolore le pene che dovremo un giorno patire nel purgatorio potranno essere lenite.
Cominciamo a prepararci da qualche giorno prima della chiusura positiva di ogni caso di annullamento: dobbiamo indossare gonne corte ed il cilicio alla gamba sinistra, in modo che lui passando vicino a noi, possa rammentarci la passione di Cristo facendoci sanguinare leggermente la coscia con una gentile "strizzatina" sul cilicio.
Il nostro Cilicio, la nostra sedia
Ha fatto appositamente rifoderare le sedie in stoffa bianca perché possano essere macchiate dalle gocce del nostro sangue in modo da ricordarci sempre il sangue che Gesù ha versato per noi.
Quando il caso è definitivamente chiuso poi, secondo lui, occorre prostrarsi in atto di profonda contrizione; ci fa perciò riunire insieme a lui nella sala riunioni dell’ufficio che ha arredato come una piccola cappella, con crocifissi e ritratti di Sante medioevali. Lì indossiamo tutti, sia noi che lui, un saio molto ruvido, ci fa inginocchiare e mettere a quattro zampe con il volto rivolto ad un ritratto di Nostro Signore con la corona di spine ed il volto rigato dal sangue. A questo punto si offre in sacrificio per noi penetrandoci analmente e, allo stesso tempo, ci frusta sulla schiena con uno scudiscio di cuoio, che tiene sempre sulla sua scrivania, fino a quando le contrazioni muscolari non ci inducono un violento orgasmo pur in assenza di stimolazione, né vaginale, tantomeno clitoridea; a noi sembra di fare delle porcherie da sito porno, ma lo accontentiamo perché è il capo; lui comunque dice che la vera santità si raggiungere solo quando si riesce a provare l’orgasmo come diretta conseguenza del dolore, si commuove per le nostre anime quando questo avviene e ci premia con una solenne sculacciata.
Alla fine, solo dopo averci donato abbondanti dosi di seme nell’ano e averne coperto le ferite sulle nostre schiene (siamo in quattro, poverino!), ci orina sul petto e ci defeca in bocca. Devo dire che, se all’inizio la cosa ci sembrava una vera porcheria da pervertito, ora attendiamo con ansia ogni annullamento perché la strana sensazione di raggiungere un orgasmo stimolato dal dolore ci libera dalle sensazioni negative accumulate durante il caso; allo stesso tempo però abbiamo paura che tali pratiche, al di là delle sue convincenti parole, possano non essere adatte a una buona cristiana.
Quello che non riusciamo a capire è perché dobbiamo soffrire e quindi espiare soltanto noi? Se ha ragione lui, poverino, andrà all’inferno per salvarci: non mi sembra giusto!
Se invece ha torto, essendo entrate nel suo gioco di perversione di orgasmi dolorosi, viviamo nel peccato e passeremo l’eternità fra le fiamme dell’inferno nel girone dei lussuriosi!
Ho tanti dubbi e tanta confusione! Posso ancora sperare di vedere la luce? 
Vostra devota Alba
»

Cara sorella in Cristo Alba,
Non hai nulla da temere. Per una buona cristiana, dolore e piacere non possono esistere separatamente, perché non vi è diritto al piacere se non rammentato dal dolore, da quando Eva ha disobbedito ed ha fatto sì che l'umanità perdesse la vita eterna. 
Le Scritture ci dicono che (Gen 3,16) il Signore alla donna disse: «... con dolore partorirai figli. …»: è il dolore della rinuncia; ma (Gv 16,21) ... dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza ...: è il piacere della vita che si perpetua 
Fecondazione e parto, piacere e dolore, sono le due facce di una stessa moneta, il prezzo pagato per la nuova vità terrena, surrogato dinamico che supplisce all'eternità vera e statica perduta nell'Eden. 
Sapreste infatti distinguere l’urlo di un orgasmo da quello di un parto? 
Piacere o Dolore?
Ma se tutto è da allora contaminato dal peccato, tale peccato va espiato e le nostre sofferenze quotidiane sono in questo dono del Signore. E se il dolore quotidiano non fosse sufficiente?
L'espiazione nel dolore è godimento supremo in Dio; non si può solo attenderlo, occorre ricercarlo con perseveranza: Dio stesso dona a noi supremo esempio e modello da seguire e perseguire.
Chi reputa il Masochismo una perversione non capisce il piacere che deve avere provato Nostro Signore immolandosi per noi nel dolore; il suo calvario è stata fatica fisica, percosse, flagellazione, crocifissione, ferite, corona di spine, soffocamento; ma tutta questa sofferenza è stata una cosa sola col piacere di avere salvato l’umanità dai suoi peccati! 
Espiare la propria colpa nel dolore è infatti solo il primo passo; Cristo è andato oltre: senza colpa, ha offerto il suo dolore per cancellare i nostri peccati. 
Anche noi dobbiamo quindi godere dolore e sofferenza non solo come nostra personale espiazione, ma come atti d’amore supremo offerti spontaneamente per la redenzione dei nostri fratelli e per amore del Signore, (1Pt 2,20) che gloria sarebbe, infatti, sopportare di essere percossi quando si è colpevoli? Ma se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. 
 
Le suore, nei collegi femminili, percuotevano lungamente
le terga delle innocenti per propiziare la salvezza delle loro anime ...
 ... ma anche fra di loro non scherzavano: il Purgatorio allora faceva più paura di oggi!
Credi ancora di non essere sulla retta via? Vediamo allora cos'altro ti dicono le Scritture: 
  • se l’eccitazione sessuale (desiderio), nel dolore provato per amore di Dio dai Corinzi, accresce la gioia di San Paolo: (2Cor 7,7) … Egli ci ha annunciato il vostro desiderio, il vostro dolore, il vostro affetto per me, cosicché la mia gioia si è ancora accresciuta, come i vostri orgasmi nel dolore potrebbero rattristarlo?
  • Se per San Paolo autoinfliggersi dolore per amore di Dio è cosa santa e gioiosa (2Tm 2,9), … soffro fino a portare le catene come un malfattore, non benedirà forse egli il cilicio che indossate?
  • Se per San Pietro (1Pt 4,16): se uno soffre come cristiano, non ne arrossisca; per questo nome, anzi, dia gloria a Dio, non gioirà per l'ostentazione delle vostre sedie macchiate?
  • Ma addirittura il sangue? Certo! Non obbedite proprio alla Legge che infatti dice (Eb 9,22) ... senza spargimento di sangue non esiste perdono, e (Lev 17, 11) ... il sangue espia, in quanto è la vita espiando nel sangue che cola dai vostri cilici strizzati e dalle vostre schiene fustigate?
Solo il sangue espia in quanto è la vita: con l'età che avanza,
meglio non rischiare con penitenze troppo blande!
Solo due piccoli appunti:
  • è necessario che, una volta coperte di seme le vostre ferite, ve le lecchiate a vicenda per evitarne lo spreco, cosa invisa a Nostro Signore che, non sia mai, possa sentire il dovere di punire il vostro amato capo Pino, così come punì a suo tempo, per analoga dispersione, Onan: (Gen 28, 10) Ciò che egli faceva non fu gradito al Signore, il quale fece morire anche lui.
  • Nostro Signore ci dice che (Dt 23, 13-15) Avrai anche un posto fuori dell'accampamento e là andrai per i tuoi bisogni. ... Perché il Signore tuo Dio passa in mezzo al tuo accampamento per salvarti e per mettere i nemici in tuo potere; l'accampamento deve essere dunque santo. Il vostro ufficio è per voi ciò che era l'accampamento per gli antichi pastori ebrei: trovate un posto più consono (avete una cantina abbastanza grande?) e, fintanto che non l'avrete trovato, sospenderete il gran finale con ingestione delle deiezioni del vostro caro avvocato, a meno che non siate veramente confidenti nella vostra abilità di non sprecarne sul pavimento neanche un grammo, per assunzione diretta o, comunque cosa grata al Signore, leccando acuratamente il marmo fino a renderlo lucido, altrimenti il vostro "accampamento" non sarà più santo, Nostro Signore non vi passerà più in mezzo, i vostri nemici non saranno più in vostro potere e perderete le vostre cause.
Cantina già ammobiliata per espiazione e penitenza: cercatela negli annunci economici
Comunque, non solo le scritture ci dicono quanto retto sia il vostro operato, ma anche molti Santi.
Padre Pio, se fosse ancora fra noi, plaudirebbe certo alle vostre azioni; diceva infatti spesso Ama il dolore perché è mezzo di espiazione.
Maria Valtorta, la grande mistica del 20° secolo, ci riferisce parole, ascoltate da Nostro Signore durante le sue estasi, che sembrano narrare di te e delle tue colleghe, sorella Alba:
  • Finché un’anima non accetta di essere ammessa nel “segreto del dolore” che Io, il Cristo, ho gustato fino in fondo, non può pretendere di conoscere a fondo la mia dottrina; quindi tu e le tue colleghe, ammesse al segreto dell’orgasmo nel dolore, siete anime sante
  • Quanto più uno è nella Luce e tanto più accetta, ama, desidera il dolore; la nostra sorella Alba che tanto ama il dolore da provarne orgasmo, è quindi nella luce come hanno profetizzato i suoi genitori scegliendo il suo nome!
  • Se siete tutti una ferita, se da capo a piedi non siete che lacerazione e dolore, ecco che allora Io vi stringo a Me; il piacere che senti nel dolore è l'abbraccio di Cristo sulle ferite coperte di seme
  • E infine Amate dunque la sofferenza e la mortificazione, come mezzi di espiazione e di santificazione; a  coronamento della vostra sofferenza, la mortificazione: orina per dissetarvi, feci per nutrirvi, come, vederemo più avanti, le grandi Sante del passato!
Se qualche dubbio ti cogliesse sull’opportunità di bere orina, ricordiamo la parola del Signore (Prov. 5:15 19) Bevi le acque della tua vescica, le acque che escono dal tuo pozzo; … Che la tua sorgente sia benedetta e fanne la gioia della donna della tua gioventù: oltre ad un evidente inno all’urinoterapia, Nostro Signore insegna che il pene è sorgente benedetta ed è dovere del maschio farne strumento di gioia alla donna che ama orinandole in bocca, azione che è al contempo umiliazione, se offerta da voi a Nostro Signore, ma dono d'amore se offerto da lui a voi, suo amato harem. 
Pratiche di sofferenza e mortificazione per avvicinarsi al Signore erano molto ricercate in epoca medioevale e la maggior parte delle Sante oggi famose vivevano praticamente in simbiosi con Nostro Signore Gesù grazie all’estasi erotica raggiunta nel dolore:
  • La Santa salesiana francese Marguerite Marie Alacoque puliva con la lingua il vomito dei pazienti.
  • S.Caterina da Genova (1447-1510), masticava la sporcizia dagli abiti dei poveri e inghiottiva sterco e pidocchi.
  • S.Angela di Foligno (1248-1309) ha detto: Un pezzo della pelle morta delle ferite dei lebbrosi era incastrato in gola … Non potrei mai esprimere le voluttà che mi assalirono.
  • La suora Caterina di Cardona si flagellava con catene e ganci per ore, fino a raggiungere estasi mistiche e visioni celestiali.

Caterina Cardona si flagella, martoriata a sangue da cilici stretti in vita e al seno: 
certo Nostro Signore non ha sprecato per lei neanche un istante di Purgatorio!
Ma sicuramente una delle figure di maggior spicco per aver saputo coniugare estasi mistica, dolore fisico ed erotismo è la grande Santa del ‘300 Caterina da Siena.
Anche lei andava spesso in estasi; come ci insegna la psichiatria, le estasi sono spesso associabili ad eccitazione sessuale e pare che la Santa amasse raggiungere l’estasi copulando e facendosi dilaniare il fisico per arrivare alle dovute sofferenze estatiche solo insieme a persone di indubbia moralità cristiana.
Da una lettera dell’epistolario della Santa, di cui siamo riusciti a reperire un’antica stampa, sembra che anche il suo Papa, Gregorio XI, avesse ben chiaro come l’estasi erotica e la voluttà del dolore dovessero essere considerate un inno alla grandezza di Nostro Signore.
La Santa scrive infatti al Papa, lontano durante la sua residenza in Francia, una missiva, di cui riportiamo in immagine l’estratto e la copertina, e più sotto, il testo riscritto in italiano più moderno:
Testo originale della lettera di Santa Caterina 
Al sopraddetto Padre Santo mentre era in Avignone, nel nome di Gesù Cristo Crocifisso e Maria la dolce. Santissimo e Dolcissimo Padre, la vostra indegna e miserabile figliola in Cristo dolce Gesù vi si raccomanda nel prezioso sangue suo col desiderio di vedervi uomo virile senza alcun timore di amore carnale di voi medesimo e di alcuna creatura congiunta a voi carnalmente, considerando che vedo al cospetto dolce di Dio è che nessuna cosa impedisce il vostro santo desiderio ...
Il testo antico richiede evidentemente un'analisi: la giovane suora si rivolge al Papa dichiarandosi indegna e miserabile (anticipa il desiderio di pratiche di punizione e sottomissione), raccomandandosi nel sangue suo perché vuole vederlo uomo virile (che il sangue affluisca copiosamente al di lui pene) e senza alcun timore (senza paura di procurare alle sorelle eccessivo dolore nella ricerca dell’estasi mistica di avvicinamento al Signore), anche in gruppo con altre sorelle che si congiungano a voi carnalmente (propone una gang bang con altre sorelle del suo ordine), visto che nessuna cosa impedisce, ovvero, può inibire il santo desiderio sessuale del Papa (era evidentemente noto che il Papa praticava spesso sesso di gruppo al fine di amplificare dolore e desiderio di passione adottando tecniche sadomaso).

Anche il Papa emerito, seguendo l'esempio di Gregorio XI,  si accinge ad accorciare 
la permanenza in purgatorio per le anime di un gruppetto di suorine affezionate
Riguardo alla tua giusta preoccupazione per l’anima del vostro Pino, mi preme ricordarvi che diversi Santi in passato hanno sostenuto che frustare aveva il potere di salvare dall’inferno anche il fustigatore: prodigarsi in tale compito provoca infatti un dolore interiore ed una partecipazione per la propria vittima spesso incommensurabile, tale da provocare, in alcuni casi, imbarazzanti polluzioni spontanee spesso associate a visioni del volto del Cristo approvante.
Molti Sacerdoti hanno sopportato tale triste dovere offrendosi di frustare, flagellare e torturare suore e loro fedeli parrocchiane per ricondurle sulla strada della redenzione e dell'espiazione abbreviando, di conseguenza, il loro tempo di attesa in purgatorio; così è anche per quel sant'uomo del vostro datore di lavoro a cui dovrete eterna gratitudine!
Frate allevia le sofferenze dell'anima di una devota suora
che prega e ringrazia sorridendo per la sua dolce pena
Pensate solo a quei poveri Sacerdoti che, per decisione della Santa Inquisizione, era costretti a spezzare ossa, a dilaniare le carni, strappare con pinze roventi seni e capezzoli, fare penetrare topi vivi nella vagina a povere ragazze possedute dal demonio in modo da liberare le loro povere anime! E, quando finalmente le sciagurate confessavano la loro colpa, finalmente mandarle a morire sul rogo con, nel cuore, la gioia di avere salvato le loro anime.
Se toccasse a voi, cosa scegliereste:
pochi istanti fra le fiamme in vita o l’eternità fra le fiamme dopo la morte?
Il vostro datore di lavoro è perciò sicuramente uomo di fede profonda, seppure sicuramente ancorato ad una religiosità storicamente medioevale, ma non per questo meno valida rispetto alle pratiche odierne.
La sua guida spirituale ha infatti consentito a te e alle tue colleghe di raggiungere vette estatiche impensabili per la maggior parte delle altre ragazze di oggi.
Il vostro pio desiderio di fare comunque qualcosa per la sua anima è però commovente e da incoraggiare.
Sicuramente la prima cosa da fare è che nel giorno in cui voi indosserete il cilicio, lui, al contempo, riempirà di ceci il fondo delle sue scarpe, in modo da soffrire con voi ogniqualvolta sarà preso dal fervore di stringere amorevolmente il cilicio sulla vostra coscia (mi raccomando, una scarpa in tinta coi ceci, Nostro Signore aborre i brutti accoppiamenti di colore!).
 
Il fondo delle scarpe dell'avvocato andrà ricoperto di ceci;
compito delle penitenti stringere accuratamente i lacci
Potrete quindi modificare il manico del suo amato frustino con un arricciacapelli a batterie in modo che possa ustionarsi adeguatamente le palme delle mani quando frusterà le vostre schiene voluttuose, condividendo con voi la gioia del doloroso momento.
 
Frusta modificata con manico/arricciacapelli da tenere sempre acceso e rovente
Infine potrete indossare, sotto il saio, adeguate mutande come quelle proposte più sotto; se non disponibili, avrete cura di infilzare, in una normale mutanda, dall’interno verso l’esterno, puntine da disegno, in modo che, nel donarvi analmente il suo seme, i  santi addominali dell'avvocato ne siano trafitti ad ogni possente cappellata.
 
La giovane devota protegge i suoi sogni col nostro cuscino
e il suo sfintere con le mutande modificate per favorire la penitenza dei percussori anali
Sicuramente cotanta amorevole condivisione potrà condurre la sua anima in cima a vette incommensurabili di vicinanza a Nostro Signore.

Benedittanza quanta il dolore dei penitenti
Quanta i ceci sotto le ginocchia delle sante
Quanta i momenti d’estasi dei flagellanti

Il vostro Illuminato Tancredi

lunedì 24 marzo 2014

I Re Magi erano gay?



«

Caro Moreno,


Mi chiamo Marco, sono gay e ti scrivo da Londra, [...] dove come sai la Chiesa Anglicana ha dichiarato che i re Magi potrebbero essere stati gay, o addirittura essere stati tre donne. Tu che ne pensi? Possibile che dei personaggi così santi potessero essere omosessuali?

Grazie.
Marco P. (Londra)
»

Caro Marco,
L'illuminato Moreno mi ha pregato di rispondere alla tua domanda, in quanto dottore in Teologia con specializzazione nelle religioni dell'area Siro-Mesopotamica. Sono lieto di poter chiarire ogni tuo dubbio riguardo alla storia dei Re Magi, che è una delle mie preferite. 
La storia dei Re si trova nel Vangelo di Matteo (2,1-12). Dei quattro Vangeli, solo Matteo ci annuncia questo passo:

"Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». 

Come vedi, non si dice che fossero tre, o che fossero uomini o donne. Giunti alla mangiatoia di Betlemme, i Magi «si prostrarono davanti a lui in adorazione», racconta Matteo, «aprirono i loro scrigni, e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra». Quindi fecero ritorno al «proprio paese».

L'idea che uno di loro fosse nero è solo un mero prodotto della fantasia o della letteratura successiva. Ma, ci sono altre questioni che circondano questa storia fascinosa e curiosa.

Chi erano veramente i Magi? Erano davvero santi? Niente affatto: al tempo della nascita di Gesù Cristo, i magusàioi (magi) erano indovini e astrologi, di origine caldea, vale a dire della zona siro-mesopotamica. Il termine magusàioi designava i ciarlatani che praticavano qualunque tipo di magia e che praticavano l'antica scienza dei Magû, tribù seguace di Zaratrusta che riuniva le pratiche magiche, astrologiche e divinatorie del mondo persiano. I Re Magi erano, dunque, adepti di Satana e praticavano la stregoneria rituale, la magia nera e i sacrifici umani. 


Cosa ci facevano questi stregoni al cospetto di Nostro Signore Gesù? Satana cercava forse di corrompere il Redentore con oro, incenso e mirra? Dal momento che il Vangelo non ne parla, per saperne di più è necessario prendere in considerazione altri testi sacri. Tutto quello che la Chiesa Cattolica ci racconta sui Re Magi viene dal Proto-evangelico di Santiago e dalla chiamata del Vangelo Armeno dell'Infanzia (testo datato secolo IV o V, ed altri scritti). Si data la nascita di Cristo al 6 di gennaio e la visita dei Re tre giorni dopo. In tali testi si nominano i tre Re, Melchiorre, re dei persiani, Gaspare, re degli Indi e Baldassarre, re degli arabi. I re Magi vivevano insieme, e nessuno dei tre prese mai moglie.

Leggendo l'ultimo libro di Papa Benedetto XVI, scopriamo che anche Ratzinger sospettava che i re Magi fossero gay. In particolare, il passaggio del libro del Papa Emerito sarebbe questo:
"Alcuni manoscritti ritrovati a Tarso parlano di tre re che vivevano nello stesso palazzo e governavano insieme sul loro regno. Alcuni scritti li presentano, infatti, come tre re che si amavano. In un primo momento si potrebbe pensare a una sorta di fratellanza ma nei testi sono presenti alcune illustrazioni che ritraggono i magi in atteggiamenti inequivocabili. Essi erano, dunque, sodomiti?"

Riportiamo qui le immagini analizzate dal Santo Padre:



Possiamo trovare in questi santi tomi anche il resto del racconto: l'Arcangelo Gabriele, saputo che il Divin Pargoletto aveva ricevuto in dono dei preziosi regali da tre stranieri molto sospetti, era entrato di soppiatto nella tenda dei Re Magi, sorprendendoli in pieno atto di sodomia: "in flagrante delicto". Pieno d'ira, l'Arcangelo li rimproverò duramente e li privò dell'unica guida che avevano per ritornare a casa: la Stella era scomparsa, non li avrebbe più orientati. 
Un'altra leggenda narra che ci sono voluti tredici anni, vagando nel deserto, affinché potessero tornare ai loro regni. Non mantennero tuttavia la promessa di castità fatta all'Arcangelo Gabriele, e continuarono gli atti di sodomia e depravazione nel loro castello.

La stella gli apparirà quindi di nuovo per l'ultima volta, ma stavolta come presagio della vendetta di Cristo, il vero e unico Re dei re. Accecati dalla luce intensa della stella, i re Magi caddero senza vita, nudi, sulla dura pietra. Melchiorre morirà a 116 anni, Gasparre a 112, e Baldassare a 109.

Un caro saluto in Cristo,

Profundo Martinez

mercoledì 19 marzo 2014

Un matrimonio benedetto dal Signore

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Caro Moreno,
sono Arturo, un buon cristiano devoto e osservante. Giusto venticinque anni fa ho impalmato Marta, la mia sposa: tra pochi giorni festeggeremo le nostre nozze d'argento.
Anche Marta è una buona cristiana: insieme abbiamo sempre frequentato assiduamente le funzioni, e seguito scrupolosamente gli insegnamenti della Chiesa, che ci sono stati impartiti dal nostro parroco, don Romualdo della parrocchia di Regina Pacis.

Perciò, con mia moglie ho avuto sempre e solo rapporti in vagina, e senza alcun accorgimento contraccettivo. Il Signore in cambio ha benedetto la nostra unione e l'ha riempita di fecondità, e ci ha donato otto figli, quattro maschi e quattro femmine, tutti sani e belli perché nati da un'unione legittima: Gaspare, Pompea, Giuditta, Nicola, Damiano, Umberto, Erminia, e Ottavia, l'ultima.

Mia moglie è ormai in menopausa, quindi la finalità procreativa nei nostri rapporti è venuta meno, però continuiamo a darci reciproca benevolenza, come è giusto che sia tra coniugi. Il problema, è che dopo i numerosi parti - tutti per via naturale - che la mia amata Marta ha subito, la sua vagina è diventata piuttosto ampia e lasca. Con pazienza e dedizione, abbiamo cercato la strada per superare questo inconveniente, e qui ci è stato di inestimabile aiuto il tuo blog, dove hai spiegato che si può usare la mano per penetrare la propria consorte. Usando la mano chiusa a pugno e metà dell'avambraccio, che spingo su e giù dentro di lei con tutta la forza che il mio passato allenamento di pugile dilettante mi ha lasciato, fornisco a Marta una stimolazione adeguata per portarla all'orgasmo.

Rimane da risolvere la questione che io, con il mio membro, in quella vagina grande ormai come un aeroporto, ci sguazzo. Insomma, non sento niente. Ho rimuginato a lungo su questo problema, ma senza trovare una soluzione... un giorno rileggendo la lettera di Danilo, ho provato invidia per come lui descrive la bellissima sensazione che prova quando penetra sua moglie in vagina, mentre un altro maschio la penetra nell'ano. Io però non vorrei che Marta avesse rapporti con un altro uomo. Sono innamorato e geloso. E poi, diciamocelo francamente, è una donna un po' sciupata e non penso che farebbe molta voglia ad un giovanotto pimpante.

Quindi, non mi resta che chiedere il tuo aiuto... tu che sei così ispirato dal Signore, dimmi, cosa posso fare?

Che Gesù ti benedica,
Arturo

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Carissimo Arturo, devoto fratello in Cristo,
per prima cosa tanti tanti auguri per le vostre nozze d'argento. La vostra unione è stata benedetta da Dio e ha fruttato una prole numerosa e, soprattutto, sana e bella. Infatti, come ha detto Papa Benedetto XVI nel discorso alla Pontificia Accademia per la Vita: L'unione dell'uomo e della donna in quella comunità di amore e di vita che è il matrimonio, costituisce l'unico luogo degno per la chiamata all'esistenza di un nuovo essere umano, che è sempre un dono.

A beneficio dei lettori meno attenti, riporto i link esatti delle risposte a cui fai riferimento. L'uso del pugno per la penetrazione sessuale è stato discusso nella risposta ad Antonella: Penetrazione con la mano e Volontà di Dio , e Danilo è il lettore che ci ha raccontato come condivide sua moglie Orietta con l'amico Fulvio: Condividere la stessa donna è un peccato di omosessualità?
 
Intanto, caro Arturo, vorrei confortarti nella Fede in Dio: non pensare che la menopausa di Marta metta la parola fine alla possibilità di avere altri figli. Leggiamo infatti nella Bibbia: Dio aggiunse ad Abramo: «Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamerai più Sarai, ma Sara. Io la benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la benedirò e diventerà nazioni e re di popoli nasceranno da lei». Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: «Ad uno di cento anni può nascere un figlio? E Sara all'età di novanta anni potrà partorire?». Abramo disse a Dio: «Se almeno Ismaele potesse vivere davanti a te!». E Dio disse: «No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e lo chiamerai Isacco. (Genesi 17,15-19). Poi Dio si ricordò anche di Rachele; Dio la esaudì e la rese feconda. Essa concepì e partorì un figlio e disse: «Dio ha tolto il mio disonore». E lo chiamò Giuseppe dicendo: «Il Signore mi aggiunga un altro figlio!». (Genesi 30,22-24).

Quindi, prega forte e vedrai che i risultati non tarderanno ad arrivare.

Ora, vengo subito al punto, perché tu hai evidentemente bisogno di un consiglio di natura tecnica piuttosto che spirituale, però mi raccomando, non dimenticare comunque di pregare Dio e di invocare la Sua guida in ogni momento della tua giornata, quindi anche quando fai l'amore con Marta.

Hai giustamente pensato che, se tua moglie venisse penetrata nell'ano mentre contemporaneamente tu la penetri in vagina, la tua stimolazione sarebbe molto più intensa. Però, non vuoi che un altro uomo entri nel vostro talamo nuziale: e questo in effetti è meglio evitarlo, salvo casi particolari.

Ma nulla vieta che tu le inserisca un apposito attrezzo nel retto, per ottenere un risultato molto simile. Ci sono diverse possibilità; io te ne presenterò due, che mi sembrano quelle più consone.


Il primo attrezzo si chiama "anal balloon", ed è un semplice palloncino di gomma al silicone, munito di un breve tubetto flessibile e di una pompetta. Questo palloncino va introdotto nel retto di tua moglie, dopo averlo accuratamente lubrificato con un adatto prodotto (gel a base acquosa). Una volta introdotto, per mezzo della pompetta potrai gonfiarlo, in modo che riempia bene il lume rettale. Il palloncino si adatterà allo spazio disponibile, ed eserciterà una certa pressione sulla parete posteriore della vagina. In questo modo, penetrando la vagina, il tuo membro troverà uno spazio più angusto, e lo sfregamento sarà più forte. Per ottenere un effetto più o meno intenso, non dovrai fare altro che regolare la pressione di gonfiaggio del palloncino! Inoltre, il palloncino spingerà il tuo membro contro la radice del clitoride e il "punto G", esaltando anche il piacere di tua moglie.

Il secondo attrezzo, al quale potrai ricorrere se il palloncino ti dovesse sembrare insufficiente a svolgere la sua funzione, si chiama "butt plug". Esso consiste in un caratteristico oggetto di sagoma arrotondata, costituito da una parte ovale e una base. Il "tappo" è di solito di plastica rigida, ma è rivestito da una membrana di gomma siliconica, e anche questo, grazie ad un ingegnoso sistema, si può gonfiare mediante una pompetta. Inoltre, nel "tappo" è di solito inserito un vibratore, a velocità regolabile. Il butt plug, dopo doverosa e generosa lubrificazione, andrà inserito nell'ano di tua moglie; non del tutto però, come facevi con il palloncino: la base deve rimanere all'esterno. Vedrai che la conformazione dell'attrezzo è sapientemente studiata per consentirgli di rimanere saldamente in sede. Qui abbiamo perciò già inizialmente una certa occupazione dello spazio pelvico, e questa occupazione si può modulare gonfiando in misura a piacere la membrana di gomma. Il volume raggiungibile è assai cospicuo, e può compensare il difetto di strizione di una vagina completamente afflosciata. È il caso di sottolineare che l'impiego del vibratore a velocità variabile rappresenta un ulteriore beneficio foriero di orgasmi più intensi sia per te che per tua moglie.

Quando si applicano attrezzi come questi, di solito non è necessario prendersi cura di svuotare prima l'intestino. La presenza di qualche residuo fecale nel retto non dovrebbe causare alcun disagio. Tuttavia, se tua moglie dovesse lamentare dolori quando gonfi l'attrezzo, può essere che ciò sia dovuto a piccoli fecalomi incrostati nel retto. Allora sarà necessario praticarle un clistere di acqua calda, glicerina e olio di vaselina, in quantità non inferiore a 500 cc, che lei dovrà trattenere almeno mezz'ora prima di liberarsi.

In conclusione, caro Arturo, non esitare a fare questo regalino alla tua amata consorte per festeggiare la ricorrenza del vostro 25° di matrimonio: sarà un regalo tanto gradito a lei quanto benefico per te.

In futuro, quando con l'esercizio e la pratica avrai affinato la tecnica della dilatazione anale su tua moglie per mezzo degli attrezzi che ti ho consigliato, potrai passare alla più difficile ma anche più remunerativa e gratificante penetrazione anale con la mano. Inserendo una mano nel retto di Marta, potrai con questa svolgere un precisissimo ed efficiente lavoro di stimolazione, perché riuscirai a manipolarti il membro inserito nella vagina, attraverso le pareti del retto e della vagina. In questo modo sarai in grado di modulare in misura ideale il livello di stimolazione che ti aggrada.

Continuate, carissimi, a gioire nella Luce del Signore Gesù.

Svariati kiloJesus di benedittanza si riversino su di voi,
Moreno


P.S.: A titolo di opportuna precisazione: i prodotti illustrati nelle immagini sopra riportate servono come esempio; non sono sponsorizzati da noi di Risposte Cristiane: noi non facciamo propaganda di alcun prodotto commerciale, e non riceviamo alcun introito pubblicitario.

domenica 9 marzo 2014

Gesù benedice lo sbiancamento anale



« Carissimo Moreno,
sono Amelia e mi rivolgo a lei perché alcune amiche che le hanno scritto per avere delucidazioni in merito a dei quesiti di carattere religioso sono rimaste soddisfatte dalla celerità e dall’esaustività delle sue risposte. 
Il mio è un problema urgente, e so quanto siate impegnati voi illuminati, per cui confido in lei per avere le risposte che cerco nel più breve tempo possibile.
Sono sposata da 6 anni con Tullio, e tutto è sempre andato bene. Seguendo il vostro blog, abbiamo trovato parecchie soluzioni per condurre una vita sessuale in grazia di Dio. Il problema è sorto circa un mese fa…
Mentre mi trovavo nella posizione comunemente detta “pecorina”, notai dallo specchio dell’armadio l’espressione sdegnata di mio marito. Aspettai che finissimo di consumare l’atto sessuale, dopo di che gli chiesi spiegazioni per quella smorfia che si era insidiata tra i miei pensieri durante tutta la durata del rapporto, impedendomi di godere come ho sempre fatto.
Tullio in un primo momento cambiò discorso, farfugliando qualcosa che non compresi nemmeno e lasciando che tutto scorresse. Qualche giorno dopo si verificò lo stesso problema, ma stavolta obbligai Tullio a darmi una spiegazione plausibile. Mi disse che la zona attorno al mio orifizio anale è diventata tutta nera, tant’è che quando lui mi possiede è costretto a chiudere gli occhi e a pensare al deretano della Bellucci.
Il problema potrebbe anche sembrare di relativa importanza, se non fosse che Tullio è un fervente antifascista, per cui quando vede nero va in bestia, al punto che una volta ha picchiato persino lo srilankese che venne a lavare i vetri di casa nostra. 
Come potrai immaginare, tra l'altro, non mi fa piacere che lui debba pensare a un'altra donna mentre mi penetra perchè la cosa mi mette a disagio e non mi fa sentire desiderata quanto prima.
Non so come ovviare a questo problema, per cui mi domandavo se esiste per caso un’orazione che posso rivolgere a nostro Signore per risolvere questa questione e riavere il mio orifizio anale di color carne.
Ho provato a lavarlo con dei detersivi sbiancanti, ma ho ottenuto soltanto che si annerisse di più.





Ho persino provato con l’acqua benedetta di nostra signora di Lourdes, ma il mio ano rimane nero come la pece.

Ti prego di illuminarmi, perché non so più a chi rivolgermi… Non vorrei che questo buco nero rovinasse il bellissimo rapporto e la felice intesa sessuale che ho con Tullio. »


Cara sorella in Cristo,
sei fortunata perchè, proprio qualche giorno fa, nostro Signore ci ha fatto dono di una nuova sorella illuminata, Benedetta, che, avendo dovuto risolvere recentemente un caso analogo, più di me potrà aiutarti a trovare una soluzione al tuo problema.
La benedittanza di nostro Signore Gesù allieti ogni tua giornata.
Moreno


Mia cara Amelia,

quanta gioia mi dai potendomi rendere utile alla tua causa!
Di recente, una cara amica mi espose un problema simile al tuo, chiedendomi una preghiera da rivolgere a ns Signore affinchè l'aiutasse a risolverlo.
Effettuando le dovute ricerche, mi sono imbattuta in una soluzione davvero strepitosa, grazie alla quale la mia amica ha potuto porre fine a quella situazione che la attanagliava.


Si tratta di un processo che comporta lo sbiancamento della pigmentazione più scura (o melasma) che riguarda la zona anale, rendendo una luminosità più uniforme. La procedura di sbiancamento anale comporta l’applicazione di una crema cosmetica nella zona anale.

Il principio attivo di questa crema è l’idrochinone, (un prodotto chimico usato anche nell’elaborazione delle foto, tinture per capelli e la produzione di gomma), il mercurio e altre sostanze chimiche che inibiscono la produzione della pelle di melanina e ne diminuiscono la produzione nella zona cutanea in cui vengono applicate. Questi agenti sbiancanti schiariscono temporaneamente il colore della pelle, ma l’esposizione ai raggi ultravioletti possono riossidare la pelle, creando un aspetto più scuro rispetto a quello di prima. Questa è una ragione per cui la maggior parte delle volte si consiglia di evitare l’esposizione alla luce solare subito dopo l’applicazione dei prodotti per lo sbiancamento anale.
Per cui, cara sorella in Cristo, niente pecorina in spiaggia dopo aver passato la crema!
Voglio tranquillizzarti dicendoti sin da ora che lo sbiancamento anale è gradito a nostro Signore.
La Parola di Dio, infatti, ci rivela quanto sia importante per nostro Padre Onnipotente che in noi non vi sia macchia alcuna:
il Cantico dei Cantici 4, 7 recita: "Tutta bella tu sei, amica mia, in te nessuna macchia".
Ancora, in Siracide 40, 19, troviamo " … ma più ancora sarà stimata una donna senza macchia".
È ovvio che, così come l’amore spirituale nell’umanità creata da Dio deve rendersi reale nella fisicità del rapporto sessuale, la bellezza dell’anima si rispecchia nella bellezza del corpo; la macchia sul corpo è specchio della macchia dell’anima.
L’essere senza macchia per una donna, sia macchia fisica o morale, è dote essenziale per un buon cristiano; devo quindi comprendere l’atteggiamento del tuo Tullio.
San Paolo nella Seconda lettera ai Corinzi è ancora più esplicito eliminando ogni dubbio sulla possibile interpretazione che solo le macchie dell’anima abbiano importanza (7, 1) :
"… purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la nostra santificazione, nel timore di Dio".
E, per ulteriore conferma, nella Lettera agli Efesini (5, 25 - 30) dice alle coppie:
"E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo".
Il Santo chiarisce che l’amore fisico è essenziale: avere in odio la propria carne è peccato e occorre amare la propria corporalità, ma per farlo occorre essere senza macchia.
È proprio quello che vuole da te il tuoTullio: amarti fisicamente e spiritualmente, ma senza macchia.
Occorre quindi fare si che questa alterazione cromatica del tuo ano sparisca.
Riguardo allo sbiancamento, questo potrebbe sicuramente essere ottenuto in modo permanente tramite chirurgia estetica, ma, secondo una corretta esegesi, questa è assimilabile in tutto e per tutto ad un tatuaggio, pratica, secondo il Levitico, invisa a Nostro Signore. Ti consiglio, quindi, di ricorrere all’uso di creme di tipo terapeutico o cosmetico. Queste, infatti, non sono invise al Signore, anzi... In Ester 2,12 troviamo: "Quando veniva il turno per una fanciulla di andare dal re Assuero alla fine dei dodici mesi prescritti alle donne per i loro preparativi, sei mesi per profumarsi con olio di mirra e sei mesi con aromi e altri cosmetici usati dalle donne"
Una crema adatta in tal senso potrebbe essere questa:


Se questo trattamento va unito alla preghiera, risulterà sicuramente efficace e gradito a ns Signore.
Augurandomi di esserti stata utile, ti lascio con una preghiera che ho scritto appositamente per te e che potresti recitare prima di applicare la crema:


Mio Signore onnipotente

fa che il mio ano torni splendente.
Tu che sei l’unico Dio vero
sbianca per sempre questo buco nero.
Fammi la grazia, Dio mio amato
che il mio ano non sembri bruciato.
Io non ho mai avanzato pretese,
ma ora ho il culo di un ugandese,
per questo ti chiedo di stender la mano
in questo mio foro del deretano.
Oh, mio Signore, ti prego, ascolta:
rendilo bianco com’era una volta.


Che la luce di Gesù Risorto possa illuminare i tuoi passi e schiarire il tuo ano.



Benedetta