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lunedì 21 aprile 2014

Nessie: Come punire la moglie adultera se il demonio incombe?


Gentilissimo Fratello Egidio,
Domenica scorsa, durante l'omelia, Don Fecondo ci ha spiegato che gli ultimi giorni son prossimi, che, come annunziato, Lucifero è infine giunto ed opera tra noi.
E' da quando sono bambino che spero di poter assistere al giudizio universale per poter veder il dolore dei condannati man mano che vengono trascinati via dagli orridi incubi, e ho allevato i miei nove figli  alla condivisione della medesima attesa.
Io e la mia progenie aspettiamo in gloria l'Apocalisse quando finalmente potremo gustare la beatitudine perfetta della vicinanza con Dio e del vedere le atroci eterne pene delle anime dannate, e già pregustiamo le carni martoriate del mio vicino di casa e di quella gran vacca di mia moglie che con lui mi tradisce.
La mia domanda è: posso affidarmi alle parole di Don Fecondo o è meglio se lapidiamo la sporcacciona assieme a l'infame Geometra?
La ringrazio anticipatamente.

Luigi


Carissimo Fratello in Cristo Luigi,
nostro Fratello Don Fecondo parla con cognizione di causa infatti Satana, il disgustoso rettile, è infine giunto.
Ovviamente non è arrivato da solo bensì, come fu profetizzato, assieme alla legione delle viscide Bestie infatti l'Apostolo Giovanni, ci riferisce nell'Apocalisse la Parola di Dio, ovvero ciò che gli venne mostrato dall'Altissimo Onnipotente riguardo all'ultimo giorno: E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furon gettati gli angeli suo (Apocalisse 12:9).
Dragoni e serpenti enormi sono infatti ormai stati avvistati in quasi ogni parte del globo terracqueo, e in ispecie, essendo essi incalzati dalle fiamme infernali che portano con se, essi cercano rifugio sempre più spesso nei laghi ove cercano invano refrigerio. 
Persino San Giorgio, diversi secoli fa dovette ucciderne uno e, se così tante opere ritraggono l'evento della liberazione della principessa, evidentemente la cosa non dovete sembrare così strana!
Ma, per li fini che a noi interessano, la nostra attenzione è fissata sul capo branco di questa selva di angeli caduti: Lucifero!
E visto che ancora qualche sacerdote blasfemo si ostina nel dubbio, colgo l'occasione che lei mi ha fornito con la Sua interessante questione per rendere noto il successo di una paziente et imponente azione sul campo compiuta dai nostri migliori Fratelli scienziati.
Essi, forniti dei più moderni metodi di indagine, hanno finalmente dimostrato scientificamente l'esistenza dell'immondo essere e, grazie all'uso metodico di sottomarini, bombe di profondità, sonar supersofisticati e dopo pazienti appostamenti e appropriati esorcismi, hanno stanato il satanasso.
 
Il demonio cerca refrigerio nel lago di Lockness 
Se non bastasse la scienza, che spesso è ingannatrice, negli anni il nostro Santo Uffizio ha raccolto le testimonianze di cento e sessantuno cittadini del luogo che hanno confessato giurando su tutti i Santi e su nostro Signore di aver visto il Drago. 
Abbiamo anche esaminato con estremo scrupolo video e fotografie. Infine abbiamo finanziati altri devoti studi scientifici i quali hanno provato l'indiscutibilità dell'esistenza della Bestia. Giusto  per fare un esempio e per farti notare la qualità di tali ricerche:
E poi, usando il buon senso, del quale l'Altissimo ci ha dotato, come si può dubitare dell'esistenza, così ben testimoniata, del Drago infernale?
Ed è dogma ed è dottrina, infatti, se noi crediamo con granitica certezza che il Nazareno è risorto da morte, che siede alla destra del Padre e che da li verrà a giudicare i vivi e i morti e che il Suo Regno non avrà mai fine, come possiamo dubitare dell'avverarsi della profezia disvelata dallo Spirito Santo?
Malgrado tutto ciò migliaia di demoniaci pellegrini ''nessiani'', stolti che hanno occhi e non vedono, blasfemi e atei, visitano invano annualmente il Lago di Lockness, per poter scorgere il loro orripilante dio acquatico che ha saputo circuire la stampa facendosi soprannominare Nessie, in modo da inviare agli stolti un edulcorato richiamo, ma non inganna certo noi!
I tapini non conoscono la Parola di Dio, che è scritto: Stringerà forse con te un patto, perché tu lo veda? Giocherà forse lui come un uccelletto, per trastullare le tue bambine? (Giobbe, 40:25).
E se tutto tutto ciò ancora non bastasse, anche qualche credente si ostina a comportarsi come l'Apostolo Tommaso, negando anche l'evidenza e liquidando le nostre scientifiche dimostrazioni dicendo che potrebbe essere dovuto ad un numero di cause concomitanti: pesci, storioni, tronchi d'albero, battelli, eccessivo whisky, iperattiva immaginazione, deliberati inganni o addirittura un lucertoloide del tipo del pleiosauro (sic).
Come si fa, in nome di Dio, a credere in tali sciocchezze?
Ebbene, sappiate che a uno di questi scettici buoni cristiani che voleva, il meschino, dimostrare che si trattava di strani pesci volanti, si scaglio addosso repente l'ira del Principe delle oscurità, che lui riconosce i Cattolici dal, per lui, nauseante olezzo di sacrestia.
 
L'amorevole soprannome di Nessie non deve trarre in inganno:
guardate lo scettico un attimo prima di essere ingurgitato dal demonio!
Insomma, i segni sono ormai manifesti, Babilonia la Grande, il blasfemo, diabolico web, è stata ricostruita e si erge nuovamente in tutta la sua vanagloria, il grande drago e le sue bestie sono tra noi - siate lesti - tenete alte le torce, ravvedetevi e purificatevi affinché i vostri peccati siano rendenti - il Tempo è ormai vicino!

Venendo infine alla questione che mi poni riguardo a quei due zozzoni che infangano in tuo buon nome, ricordiamo innanzi tutto come dice Nostro Signore: Se uno commette adulterio con la moglie d’un altro, se commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l’adultero e l’adultera dovranno esser messi a morte... il loro sangue ricadrà su loro (Lev. 20:10).
Certo, hai visto nel quadro sopra riportato come il demonio aveva ridotto la principessa: non proprio una santarellina, ma uccidendo il drago, San Giorgio l'ha liberata non solo dalle catene fisiche, ma anche dalla possessione (anche se alcune legende narrano che, approfittando della lenta agonia del drago, il Santo abbia colto l'occasione per approfittare della residua presenza di spiriti impuri nel corpo della principessa)!
Purtroppo tu non puoi uccidere il drago (hai visto la fine che ha fatto il poveretto sulla barchetta) e liberare la tua consorte ed il geometra dal demonio, quindi, analizziamo in dettaglio la tua e, soprattutto, la loro situazione e vediamo quali sono i tuoi doveri di buon cristiano nei loro confronti:
  • Devi fare in modo che siano messi a morte.
  • Non è però obbligatorio che sia tu ad eseguire la sentenza, anche se può essere un piacevole dono che potresti gradire da parte di Nostro Signore.
  • Anche se normalmente viene usata la lapidazione, questa tecnica non è obbligatoria; in Ezechiele infatti è detto (16: 40) e faranno venir contro a te una gran raunanza di gente, e ti lapideranno con pietre, e ti trafiggeranno con le loro spade; ed anche (23: 47) La folla le lapiderà e le farà a pezzi con le spade; quindi tale pena è appropriata ma non strettamente vincolante, infatti anche la spada, per esempio, può essere adoperata; non solo, ma Gesù Cristo stesso, successivamente, ha fatto capire di non gradire la lapidazione rispondendo ai suoi che chiedevano Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici? con le famose parole Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei (Giovanni 8: 5-7): probabilmente il Figlio, diversamente dal Padre, preferiva altre forme come lo strangolamento o il soffocamento adottati spesso dalla legge ebraica.
  • Non è neanche vincolante che tu conceda loro il tempo e la remotissima et improbabile possibilità di pentirsi e di dolersi in limine vitae scampando così alle infernali fiamme e agli insopportabili, interminabili e incessanti dolori, anche se sicuramente sarebbe dovere di un buon cristiano.

In base a tali doveri di buon cristiano, hai ben quattro scelte:
  • Puoi aspettare pazientemente il Sommo Giudizio dell'ultimo giorno, peraltro vicino come abbiamo visto, così sarai certo che la tua letizia da beato nell'alto dei Cieli sarà perfetta nell'osservare gli sciagurati nelle strazianti, feroci ed eterne pene; facendo tu finta di niente, certo per tutta la vita, è veramente bassa la probabilità che le circostanze possano indurli al pentimento per cui loro saranno certo dannati, mentre la tua pazienza sarà premiata scontandoti anni ed anni di purgatorio: è certo il caso di dire che porgendo l'altra guancia, anzi più che la guancia, la fronte, otterresti il massimo della pena per loro ed il massimo di sconto di pena del purgatorio per te.
  • Puoi ucciderli, incorrendo sicuramente in qualche problema con le leggi dello stato in cui viviamo che, purtroppo, non applica un diritto ecclesiastico; così facendo, lasceresti loro, come già detto, da buon cristiano, la remotissima et improbabile possibilità di pentirsi e di dolersi in limine vitae; in tale caso sento di poterti consigliare, senza commettere peccato, di optare per lo strangolamento o il soffocamento col cellophane; potresti soffocarli lentamente, senza affaticarti troppo, nessuno estraneo si farebbe del male e potresti protrarre a tuo piacimento la durata dell'esecuzione dando al contempo, seppure immeritata, la possibilità di ravvedimento e di riconciliazione con l'Eterno, guadagnando certo un premio da nostro Signore. Anche in caso di condanna da parte di un tribunale dello stato, come abbiamo appena visto, l'Apocalisse oramai è prossima quindi si tratterebbe di poca cosa rispetto al vicino giudizio di Dio! con questa scelta avresti certo l'amore del Signore per aver cercato di salvare le loro anime, in più, scontando delle pene il terra, tale sofferenza di recherebbe certo vantaggi ulteriori in purgatorio! 
  • Ovviamente puoi ucciderli anche tramite lapidazione attenendoti alle indicazioni del Padre piuttosto che a quello del Figlio, ma qui da noi, lo dico per esperienza, potrebbe essere problematico; esistono parecchie difficoltà per poter eseguire una lapidazione fatta come si deve; in figura più sotto puoi vedere che la tecnica corretta secondo le vigenti norme di sicurezza e di diritto canonico richiede l'interramento dei condannati cosa difficile da effetuare nelle piazze italiane ormai tutte asfaltate. D'altra parte è certo meglio evitare di lanciare sassi nei luoghi abitati non attrezzati allo scopo anche perchè, ricordiamolo, oltre che essere vietato dalle leggi di questo Stato senza Dio, può essere pericoloso per i tuoi figli o per i vetri della tua casa. tale caso mi sembra poco interessante.
  • Puoi infine fare in modo che si trasferiscano temporaneamente (magari offrendo loro una vacanza) in uno stato dove vige un diritto di tipo ecclesiastico; nel caso in questione, pur essendoci pochi cristiani da quelle parti, una qualunque nazione islamica andrà bene; lì potrai appellarti alla legge coranica e farli lapidare nella pubblica piazza senza incorrere personalmente (dettaglio non irrilevante) in problemi con la giustizia del nostro Stato conservando anche una bella foto ricordo vicino al cranio fracassato della tua consorte. La lapidazione di gruppo attuata in un paese soggetto a legge coranica avrebbe però un ovvio svantaggio, esiste infatti il rischio che una pietra venga lanciata da altri con troppa precisione e troppa energia privandoti così del merito della tua sì ardua decisione e dall'ineffabile godimento che si prova a eseguire la volontà dell'Altissimo. In questo caso otterresti vendetta veloce, non correresti rischi legali, lasciando la possibilità del pentimento faresti comunque cosa gradita al Signore, ma potresti non essere tu l'esecutore ...
 
La corretta lapidazione avviene interrando parzialmente i condannati in modo non abbiano la possibilità di divincolarsi e fuggire, quindi gli uomini fin poco sopra la vita, le donne fino alle spalle perchè essendo abituate ad ancheggiare, sarebbero altrimenti avvantaggiate rispetto ai maschi

Qualunque scelta tu faccia, ricorda comunque: il giorno che draghi e serpenti usciranno dalle acque è vicino e con esso è vicino anche il giudizio di Nostro Signore  ché poca cosa sarà ahimè il giudizio degli uomini! 
hai dunque tutta la mia benedittanza

Nel nome del Dolce Gesù e della Dolce Madonna,
vostro Fratello in Cristo, 

Egidio

domenica 13 aprile 2014

È lecito masturbarsi per curare la prostata?

«Carissimo Moreno,
ho 45 anni, sono sposato e da qualche mese ho una infiammazione alla prostata. L'urologo che mi sta curando, oltre a prescrivermi delle medicine, mi ha detto che al massimo una volta a settimana devo "svuotare" questa ghiandola. Devo dire che mia moglie già di suo non è mai stata molto passionale, ma in questo periodo è abbastanza distante anche a causa dell'incipiente menopausa... insomma il medico mi ha detto che devo svuotare la prostata in qualsiasi modo anche con la masturbazione (parole testuali).
Io è da tanto che sto cercando di progredire spiritualmente, e il peccato di atti impuri (nella più ampia accezione del termine) è un peccato che ho impiegato tanto tempo a combattere e devo sempre stare all'erta per non cadere in tentazione, quindi a masturbarmi anche se per motivi di "salute" non ci penso proprio, e ad ogni modo credo che costituirebbe peccato comunque, come posso risolvere il mio problema?
Ne ho parlato con mia moglie, ma mi sembra di cozzare contro un muro. Che cosa posso fare?
Che Gesù ti benedica,
Giorgio»

Caro Giorgio,
ti confermo nel proposito di non pensare neanche lontanamente a svuotare la prostata con la masturbazione. Non già perché la masturbazione sia sgradita al Signore: come ho già spiegato più volte, la Bibbia non condanna la masturbazione, ma solo la dispersione del seme. Vedi al riguardo le mie risposte a Gianni La masturbazione: un grande dono di Dio e a Caterina Filosofia della masturbazione .

Ma la sessualità tocca l’intimo nucleo della persona ed è offensivo consigliare la masturbazione a chi dispone di un partner con cui svolgere una regolare attività sessuale. Oltretutto, masturbarsi non è un atto assimilabile a quello di soffiarsi il naso: ci vuole molto più tempo e assai maggiore impegno, anche psicologico.

È vero che la finalità è buona. Ma il fine va perseguito con mezzi leciti, rispettosi della dignità della persona. Perciò la giusta via, nel tuo caso, è di ottenere la collaborazione di tua moglie. Vedremo più avanti come fare per convincerla e con quali modalità.

Prima ti voglio esporre alcuni argomenti che rafforzano la posizione che ti sto proponendo.

Il Magistero della Chiesa è molto chiaro quando parla di masturbazione.
Dice: sia il Magistero della Chiesa - nella linea di una tradizione costante - sia il senso morale dei fedeli hanno affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato. (Persona humana 9). Quindi, prima controindicazione: faresti disordine in casa, e questo è decisamente sconveniente. Se tua moglie è una casalinga avrà ancora di più da faticare per mettere in ordine i DVD porno che avrai lasciato in giro, e se lavora toccherà alla colf, quindi meglio evitare.

Mi piace sottolineare quanto hai scritto: «quindi a masturbarmi anche se per motivi di "salute" non ci penso proprio, e ad ogni modo credo che costituirebbe peccato comunque».
Corrisponde perfettamente a quanto dice la dich. Persona humana: il senso morale dei fedeli ha affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato. (Persona humana 9). Repetita juvant.

Ciò che è intrinsecamente e gravemente disordinato è l’oggetto dei precetti morali negativi e nei loro confronti non vi è eccezione o dispensa.
Nell’enciclica Veritatis Splendor Giovanni Paolo II ha affermato: i precetti morali negativi, cioè quelli che proibiscono alcuni atti o comportamenti concreti come intrinsecamente cattivi, non ammettono alcuna legittima eccezione; essi non lasciano alcuno spazio moralmente accettabile per la "creatività" di una qualche determinazione contraria. Una volta riconosciuta in concreto la specie di un’azione proibita da una regola universale, il solo atto moralmente buono è quello di obbedire alla legge morale e di astenersi dall’azione che essa proibisce. (VS 67).

Se i precetti morali positivi (quelli che comandano di fare un’azione buona) obbligano sempre ma non in ogni caso (perché in quel momento si potrebbe essere impediti o si deve fare altro), i precetti morali negati, e cioè quelli che vietano il male, obbligano sempre e in ogni caso.
In teologia morale si dice che i primi (quelli positivi) obbligano semper, sed non ad semper; i secondi invece (quelli negativi) obbligano semper et ad semper.

Il Magistero della Chiesa ha detto che la masturbazione fatta da sé stessi non è lecita per raccogliere il seme allo scopo di esame diagnostico.
Il S. Ufficio alla domanda: "È lecita la masturbazione direttamente procurata con lo scopo di ottenere lo sperma per scoprire la malattia contagiosa "blenorragia", e, per quanto possibile, curarla?” ha risposto di "no" (DS 3684).
Quale il motivo di tale severità?
Perché si tratta di un atto che di fatto non coinvolge solo il corpo, ma tutta la persona nei suoi aspetti emotivi e relazionali più profondi.
Ne tocca l’intimo nucleo. Ecco perciò che questo tipo di prelievo va eseguito rigorosamente a cura di un'infermiera appositamente addestrata.
È compito del medico indicare forme alternative, come ricorda il Comitato Nazionale di bioetica in data 5.5.1991, quando ha pubblicato un documento sui Problemi della raccolta e trattamento del liquido seminale umano per finalità diagnostiche. Ed è ciò che fanno le infermiere che vedi nella foto qui sopra.

Alcune osservazioni valgono anche per il caso che stiamo affrontando:
  1. soggettivamente la raccolta del liquido seminale con masturbazione può comportare, sia nel medico che nel paziente, problemi e perplessità di ordine morale personale anche non esclusivamente religiosi;
  2. deve essere strettamente salvaguardato, nel rapporto deontologico medico-paziente, il pieno rispetto delle convinzioni religiose e culturali e della dignità personale del paziente;
  3. deve essere altresì garantita al paziente stesso la piena informazione su eventuali metodiche alternative scientificamente valide e purché non lesive della integralità fisica dell’individuo, che ad esse deve comunque dare il proprio consenso.
Seguire vie alternative potrebbe comportare tempi un po' più lunghi.
In ogni caso rimane però integra la salute morale della persona nella relazione che ha con se stessa, nei confronti degli altri e soprattutto con Dio.

Vediamo dunque come fare per raggiungere lo scopo e salvaguardare la tua salute, che è dono del Signore e pertanto va gestita con il massimo rispetto.

Come ti ho anticipato, dovrai persuadere tua moglie a collaborare. Se lei è scarsamente reattiva e non ha voglia di adempiere al suo dovere coniugale, è giusto non costringerla, però dovrà almeno praticarti qualche fellatio. Una fellatio presenta innumerevoli vantaggi per una donna che non ha estro per un rapporto sessuale, ma desidera soddisfare un uomo. Prima di tutto, non è neppure necessario che lei si spogli: può eseguire il sesso orale completamente vestita. L'impegno fisico è irrisorio, infatti si tratta più che altro di lavorare bene con la lingua, e di dare leccatine e succhiotti sul glande. Puoi istruire tua moglie ad esaltare l'efficacia della fellatio aiutandosi con le mani: una mano può stringere (con garbo!) i testicoli, e massaggiarli, mentre l'altra mano può accarezzare l'asta del pene con un lento movimento di andirivieni. È utilissima anche la tecnica del "dito nell'ano", con il quale tua moglie potrebbe esercitare una moderata pressione sulla prostata, favorendo così il completo svuotamento del liquido seminale che, se restasse a marcire là dentro, produrrebbe tossine molto pericolose per la salute.

Lo sperma, invece, in questo modo uscirà bello fresco e fragrante e si riverserà nel cavo orale di tua moglie, che - questo è estremamente importante - dovrà accoglierlo con il dovuto rispetto e badando bene a non sprecarne neppure una gocciola. Se il gusto del tuo sperma non dovesse risultare del tutto gradito a tua moglie, puoi ovviare all'inconveniente consumando almeno mezzo chilo di fragole al giorno per due o tre giorni, prima di farti praticare la fellatio. Aggiungo: se l'urologo ti ha prescritto almeno un'eiaculazione alla settimana, tu fanne due o anche di più, che di tale medicina non c'è rischio di sovradosaggio!

Qualora, nonostante le tue giuste esortazioni, tua moglie fosse ancora riottosa, potrai adottare delle misure di persuasione nei suoi confronti, per le quali ti saranno utili apposite attrezzature disponibili in commercio e facilmente reperibili attraverso internet ad un costo più che ragionevole, di cui ti mostro un'illustrazione abbastanza esplicativa.
L'impiego di mezzi di correzione simili a questi nei confronti della propria moglie secondo le Scritture è perfettamente legittimo, infatti la Bibbia dice: Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. (Efesini 5,22-24).

Ti assicuro la mia preghiera e ti invio un kiloJesus di benedittanza,
Moreno

mercoledì 2 aprile 2014

Dolore, gioia e godimento: dal sacrificio di Cristo al Sadomaso


«
Cari Fratelli illuminati,
Da qualche anno lavoro insieme ad altre colleghe nello studio di un avvocato, molto cordiale ed amichevole, vuole che ci diamo del tu e si fa chiamare da noi Pino; è particolarmente esperto in diritto canonico, per cui le sue consulenze di maggiore rilievo riguardano casi di annullamento di matrimonio presso la Sacra Rota. Ogni volta che otteniamo un annullamento, dice che dobbiamo espiare perché, in ogni caso, si tratta di un fallimento dell’uomo verso Nostro Signore.
Dice che per ottenere il perdono di Nostro Signore per noi, ma soprattutto per gli altri peccatori, occorre provare dolore, perché solo col dolore le pene che dovremo un giorno patire nel purgatorio potranno essere lenite.
Cominciamo a prepararci da qualche giorno prima della chiusura positiva di ogni caso di annullamento: dobbiamo indossare gonne corte ed il cilicio alla gamba sinistra, in modo che lui passando vicino a noi, possa rammentarci la passione di Cristo facendoci sanguinare leggermente la coscia con una gentile "strizzatina" sul cilicio.
Il nostro Cilicio, la nostra sedia
Ha fatto appositamente rifoderare le sedie in stoffa bianca perché possano essere macchiate dalle gocce del nostro sangue in modo da ricordarci sempre il sangue che Gesù ha versato per noi.
Quando il caso è definitivamente chiuso poi, secondo lui, occorre prostrarsi in atto di profonda contrizione; ci fa perciò riunire insieme a lui nella sala riunioni dell’ufficio che ha arredato come una piccola cappella, con crocifissi e ritratti di Sante medioevali. Lì indossiamo tutti, sia noi che lui, un saio molto ruvido, ci fa inginocchiare e mettere a quattro zampe con il volto rivolto ad un ritratto di Nostro Signore con la corona di spine ed il volto rigato dal sangue. A questo punto si offre in sacrificio per noi penetrandoci analmente e, allo stesso tempo, ci frusta sulla schiena con uno scudiscio di cuoio, che tiene sempre sulla sua scrivania, fino a quando le contrazioni muscolari non ci inducono un violento orgasmo pur in assenza di stimolazione, né vaginale, tantomeno clitoridea; a noi sembra di fare delle porcherie da sito porno, ma lo accontentiamo perché è il capo; lui comunque dice che la vera santità si raggiungere solo quando si riesce a provare l’orgasmo come diretta conseguenza del dolore, si commuove per le nostre anime quando questo avviene e ci premia con una solenne sculacciata.
Alla fine, solo dopo averci donato abbondanti dosi di seme nell’ano e averne coperto le ferite sulle nostre schiene (siamo in quattro, poverino!), ci orina sul petto e ci defeca in bocca. Devo dire che, se all’inizio la cosa ci sembrava una vera porcheria da pervertito, ora attendiamo con ansia ogni annullamento perché la strana sensazione di raggiungere un orgasmo stimolato dal dolore ci libera dalle sensazioni negative accumulate durante il caso; allo stesso tempo però abbiamo paura che tali pratiche, al di là delle sue convincenti parole, possano non essere adatte a una buona cristiana.
Quello che non riusciamo a capire è perché dobbiamo soffrire e quindi espiare soltanto noi? Se ha ragione lui, poverino, andrà all’inferno per salvarci: non mi sembra giusto!
Se invece ha torto, essendo entrate nel suo gioco di perversione di orgasmi dolorosi, viviamo nel peccato e passeremo l’eternità fra le fiamme dell’inferno nel girone dei lussuriosi!
Ho tanti dubbi e tanta confusione! Posso ancora sperare di vedere la luce? 
Vostra devota Alba
»

Cara sorella in Cristo Alba,
Non hai nulla da temere. Per una buona cristiana, dolore e piacere non possono esistere separatamente, perché non vi è diritto al piacere se non rammentato dal dolore, da quando Eva ha disobbedito ed ha fatto sì che l'umanità perdesse la vita eterna. 
Le Scritture ci dicono che (Gen 3,16) il Signore alla donna disse: «... con dolore partorirai figli. …»: è il dolore della rinuncia; ma (Gv 16,21) ... dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza ...: è il piacere della vita che si perpetua 
Fecondazione e parto, piacere e dolore, sono le due facce di una stessa moneta, il prezzo pagato per la nuova vità terrena, surrogato dinamico che supplisce all'eternità vera e statica perduta nell'Eden. 
Sapreste infatti distinguere l’urlo di un orgasmo da quello di un parto? 
Piacere o Dolore?
Ma se tutto è da allora contaminato dal peccato, tale peccato va espiato e le nostre sofferenze quotidiane sono in questo dono del Signore. E se il dolore quotidiano non fosse sufficiente?
L'espiazione nel dolore è godimento supremo in Dio; non si può solo attenderlo, occorre ricercarlo con perseveranza: Dio stesso dona a noi supremo esempio e modello da seguire e perseguire.
Chi reputa il Masochismo una perversione non capisce il piacere che deve avere provato Nostro Signore immolandosi per noi nel dolore; il suo calvario è stata fatica fisica, percosse, flagellazione, crocifissione, ferite, corona di spine, soffocamento; ma tutta questa sofferenza è stata una cosa sola col piacere di avere salvato l’umanità dai suoi peccati! 
Espiare la propria colpa nel dolore è infatti solo il primo passo; Cristo è andato oltre: senza colpa, ha offerto il suo dolore per cancellare i nostri peccati. 
Anche noi dobbiamo quindi godere dolore e sofferenza non solo come nostra personale espiazione, ma come atti d’amore supremo offerti spontaneamente per la redenzione dei nostri fratelli e per amore del Signore, (1Pt 2,20) che gloria sarebbe, infatti, sopportare di essere percossi quando si è colpevoli? Ma se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. 
 
Le suore, nei collegi femminili, percuotevano lungamente
le terga delle innocenti per propiziare la salvezza delle loro anime ...
 ... ma anche fra di loro non scherzavano: il Purgatorio allora faceva più paura di oggi!
Credi ancora di non essere sulla retta via? Vediamo allora cos'altro ti dicono le Scritture: 
  • se l’eccitazione sessuale (desiderio), nel dolore provato per amore di Dio dai Corinzi, accresce la gioia di San Paolo: (2Cor 7,7) … Egli ci ha annunciato il vostro desiderio, il vostro dolore, il vostro affetto per me, cosicché la mia gioia si è ancora accresciuta, come i vostri orgasmi nel dolore potrebbero rattristarlo?
  • Se per San Paolo autoinfliggersi dolore per amore di Dio è cosa santa e gioiosa (2Tm 2,9), … soffro fino a portare le catene come un malfattore, non benedirà forse egli il cilicio che indossate?
  • Se per San Pietro (1Pt 4,16): se uno soffre come cristiano, non ne arrossisca; per questo nome, anzi, dia gloria a Dio, non gioirà per l'ostentazione delle vostre sedie macchiate?
  • Ma addirittura il sangue? Certo! Non obbedite proprio alla Legge che infatti dice (Eb 9,22) ... senza spargimento di sangue non esiste perdono, e (Lev 17, 11) ... il sangue espia, in quanto è la vita espiando nel sangue che cola dai vostri cilici strizzati e dalle vostre schiene fustigate?
Solo il sangue espia in quanto è la vita: con l'età che avanza,
meglio non rischiare con penitenze troppo blande!
Solo due piccoli appunti:
  • è necessario che, una volta coperte di seme le vostre ferite, ve le lecchiate a vicenda per evitarne lo spreco, cosa invisa a Nostro Signore che, non sia mai, possa sentire il dovere di punire il vostro amato capo Pino, così come punì a suo tempo, per analoga dispersione, Onan: (Gen 28, 10) Ciò che egli faceva non fu gradito al Signore, il quale fece morire anche lui.
  • Nostro Signore ci dice che (Dt 23, 13-15) Avrai anche un posto fuori dell'accampamento e là andrai per i tuoi bisogni. ... Perché il Signore tuo Dio passa in mezzo al tuo accampamento per salvarti e per mettere i nemici in tuo potere; l'accampamento deve essere dunque santo. Il vostro ufficio è per voi ciò che era l'accampamento per gli antichi pastori ebrei: trovate un posto più consono (avete una cantina abbastanza grande?) e, fintanto che non l'avrete trovato, sospenderete il gran finale con ingestione delle deiezioni del vostro caro avvocato, a meno che non siate veramente confidenti nella vostra abilità di non sprecarne sul pavimento neanche un grammo, per assunzione diretta o, comunque cosa grata al Signore, leccando acuratamente il marmo fino a renderlo lucido, altrimenti il vostro "accampamento" non sarà più santo, Nostro Signore non vi passerà più in mezzo, i vostri nemici non saranno più in vostro potere e perderete le vostre cause.
Cantina già ammobiliata per espiazione e penitenza: cercatela negli annunci economici
Comunque, non solo le scritture ci dicono quanto retto sia il vostro operato, ma anche molti Santi.
Padre Pio, se fosse ancora fra noi, plaudirebbe certo alle vostre azioni; diceva infatti spesso Ama il dolore perché è mezzo di espiazione.
Maria Valtorta, la grande mistica del 20° secolo, ci riferisce parole, ascoltate da Nostro Signore durante le sue estasi, che sembrano narrare di te e delle tue colleghe, sorella Alba:
  • Finché un’anima non accetta di essere ammessa nel “segreto del dolore” che Io, il Cristo, ho gustato fino in fondo, non può pretendere di conoscere a fondo la mia dottrina; quindi tu e le tue colleghe, ammesse al segreto dell’orgasmo nel dolore, siete anime sante
  • Quanto più uno è nella Luce e tanto più accetta, ama, desidera il dolore; la nostra sorella Alba che tanto ama il dolore da provarne orgasmo, è quindi nella luce come hanno profetizzato i suoi genitori scegliendo il suo nome!
  • Se siete tutti una ferita, se da capo a piedi non siete che lacerazione e dolore, ecco che allora Io vi stringo a Me; il piacere che senti nel dolore è l'abbraccio di Cristo sulle ferite coperte di seme
  • E infine Amate dunque la sofferenza e la mortificazione, come mezzi di espiazione e di santificazione; a  coronamento della vostra sofferenza, la mortificazione: orina per dissetarvi, feci per nutrirvi, come, vederemo più avanti, le grandi Sante del passato!
Se qualche dubbio ti cogliesse sull’opportunità di bere orina, ricordiamo la parola del Signore (Prov. 5:15 19) Bevi le acque della tua vescica, le acque che escono dal tuo pozzo; … Che la tua sorgente sia benedetta e fanne la gioia della donna della tua gioventù: oltre ad un evidente inno all’urinoterapia, Nostro Signore insegna che il pene è sorgente benedetta ed è dovere del maschio farne strumento di gioia alla donna che ama orinandole in bocca, azione che è al contempo umiliazione, se offerta da voi a Nostro Signore, ma dono d'amore se offerto da lui a voi, suo amato harem. 
Pratiche di sofferenza e mortificazione per avvicinarsi al Signore erano molto ricercate in epoca medioevale e la maggior parte delle Sante oggi famose vivevano praticamente in simbiosi con Nostro Signore Gesù grazie all’estasi erotica raggiunta nel dolore:
  • La Santa salesiana francese Marguerite Marie Alacoque puliva con la lingua il vomito dei pazienti.
  • S.Caterina da Genova (1447-1510), masticava la sporcizia dagli abiti dei poveri e inghiottiva sterco e pidocchi.
  • S.Angela di Foligno (1248-1309) ha detto: Un pezzo della pelle morta delle ferite dei lebbrosi era incastrato in gola … Non potrei mai esprimere le voluttà che mi assalirono.
  • La suora Caterina di Cardona si flagellava con catene e ganci per ore, fino a raggiungere estasi mistiche e visioni celestiali.

Caterina Cardona si flagella, martoriata a sangue da cilici stretti in vita e al seno: 
certo Nostro Signore non ha sprecato per lei neanche un istante di Purgatorio!
Ma sicuramente una delle figure di maggior spicco per aver saputo coniugare estasi mistica, dolore fisico ed erotismo è la grande Santa del ‘300 Caterina da Siena.
Anche lei andava spesso in estasi; come ci insegna la psichiatria, le estasi sono spesso associabili ad eccitazione sessuale e pare che la Santa amasse raggiungere l’estasi copulando e facendosi dilaniare il fisico per arrivare alle dovute sofferenze estatiche solo insieme a persone di indubbia moralità cristiana.
Da una lettera dell’epistolario della Santa, di cui siamo riusciti a reperire un’antica stampa, sembra che anche il suo Papa, Gregorio XI, avesse ben chiaro come l’estasi erotica e la voluttà del dolore dovessero essere considerate un inno alla grandezza di Nostro Signore.
La Santa scrive infatti al Papa, lontano durante la sua residenza in Francia, una missiva, di cui riportiamo in immagine l’estratto e la copertina, e più sotto, il testo riscritto in italiano più moderno:
Testo originale della lettera di Santa Caterina 
Al sopraddetto Padre Santo mentre era in Avignone, nel nome di Gesù Cristo Crocifisso e Maria la dolce. Santissimo e Dolcissimo Padre, la vostra indegna e miserabile figliola in Cristo dolce Gesù vi si raccomanda nel prezioso sangue suo col desiderio di vedervi uomo virile senza alcun timore di amore carnale di voi medesimo e di alcuna creatura congiunta a voi carnalmente, considerando che vedo al cospetto dolce di Dio è che nessuna cosa impedisce il vostro santo desiderio ...
Il testo antico richiede evidentemente un'analisi: la giovane suora si rivolge al Papa dichiarandosi indegna e miserabile (anticipa il desiderio di pratiche di punizione e sottomissione), raccomandandosi nel sangue suo perché vuole vederlo uomo virile (che il sangue affluisca copiosamente al di lui pene) e senza alcun timore (senza paura di procurare alle sorelle eccessivo dolore nella ricerca dell’estasi mistica di avvicinamento al Signore), anche in gruppo con altre sorelle che si congiungano a voi carnalmente (propone una gang bang con altre sorelle del suo ordine), visto che nessuna cosa impedisce, ovvero, può inibire il santo desiderio sessuale del Papa (era evidentemente noto che il Papa praticava spesso sesso di gruppo al fine di amplificare dolore e desiderio di passione adottando tecniche sadomaso).

Anche il Papa emerito, seguendo l'esempio di Gregorio XI,  si accinge ad accorciare 
la permanenza in purgatorio per le anime di un gruppetto di suorine affezionate
Riguardo alla tua giusta preoccupazione per l’anima del vostro Pino, mi preme ricordarvi che diversi Santi in passato hanno sostenuto che frustare aveva il potere di salvare dall’inferno anche il fustigatore: prodigarsi in tale compito provoca infatti un dolore interiore ed una partecipazione per la propria vittima spesso incommensurabile, tale da provocare, in alcuni casi, imbarazzanti polluzioni spontanee spesso associate a visioni del volto del Cristo approvante.
Molti Sacerdoti hanno sopportato tale triste dovere offrendosi di frustare, flagellare e torturare suore e loro fedeli parrocchiane per ricondurle sulla strada della redenzione e dell'espiazione abbreviando, di conseguenza, il loro tempo di attesa in purgatorio; così è anche per quel sant'uomo del vostro datore di lavoro a cui dovrete eterna gratitudine!
Frate allevia le sofferenze dell'anima di una devota suora
che prega e ringrazia sorridendo per la sua dolce pena
Pensate solo a quei poveri Sacerdoti che, per decisione della Santa Inquisizione, era costretti a spezzare ossa, a dilaniare le carni, strappare con pinze roventi seni e capezzoli, fare penetrare topi vivi nella vagina a povere ragazze possedute dal demonio in modo da liberare le loro povere anime! E, quando finalmente le sciagurate confessavano la loro colpa, finalmente mandarle a morire sul rogo con, nel cuore, la gioia di avere salvato le loro anime.
Se toccasse a voi, cosa scegliereste:
pochi istanti fra le fiamme in vita o l’eternità fra le fiamme dopo la morte?
Il vostro datore di lavoro è perciò sicuramente uomo di fede profonda, seppure sicuramente ancorato ad una religiosità storicamente medioevale, ma non per questo meno valida rispetto alle pratiche odierne.
La sua guida spirituale ha infatti consentito a te e alle tue colleghe di raggiungere vette estatiche impensabili per la maggior parte delle altre ragazze di oggi.
Il vostro pio desiderio di fare comunque qualcosa per la sua anima è però commovente e da incoraggiare.
Sicuramente la prima cosa da fare è che nel giorno in cui voi indosserete il cilicio, lui, al contempo, riempirà di ceci il fondo delle sue scarpe, in modo da soffrire con voi ogniqualvolta sarà preso dal fervore di stringere amorevolmente il cilicio sulla vostra coscia (mi raccomando, una scarpa in tinta coi ceci, Nostro Signore aborre i brutti accoppiamenti di colore!).
 
Il fondo delle scarpe dell'avvocato andrà ricoperto di ceci;
compito delle penitenti stringere accuratamente i lacci
Potrete quindi modificare il manico del suo amato frustino con un arricciacapelli a batterie in modo che possa ustionarsi adeguatamente le palme delle mani quando frusterà le vostre schiene voluttuose, condividendo con voi la gioia del doloroso momento.
 
Frusta modificata con manico/arricciacapelli da tenere sempre acceso e rovente
Infine potrete indossare, sotto il saio, adeguate mutande come quelle proposte più sotto; se non disponibili, avrete cura di infilzare, in una normale mutanda, dall’interno verso l’esterno, puntine da disegno, in modo che, nel donarvi analmente il suo seme, i  santi addominali dell'avvocato ne siano trafitti ad ogni possente cappellata.
 
La giovane devota protegge i suoi sogni col nostro cuscino
e il suo sfintere con le mutande modificate per favorire la penitenza dei percussori anali
Sicuramente cotanta amorevole condivisione potrà condurre la sua anima in cima a vette incommensurabili di vicinanza a Nostro Signore.

Benedittanza quanta il dolore dei penitenti
Quanta i ceci sotto le ginocchia delle sante
Quanta i momenti d’estasi dei flagellanti

Il vostro Illuminato Tancredi

lunedì 24 marzo 2014

I Re Magi erano gay?



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Caro Moreno,


Mi chiamo Marco, sono gay e ti scrivo da Londra, [...] dove come sai la Chiesa Anglicana ha dichiarato che i re Magi potrebbero essere stati gay, o addirittura essere stati tre donne. Tu che ne pensi? Possibile che dei personaggi così santi potessero essere omosessuali?

Grazie.
Marco P. (Londra)
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Caro Marco,
L'illuminato Moreno mi ha pregato di rispondere alla tua domanda, in quanto dottore in Teologia con specializzazione nelle religioni dell'area Siro-Mesopotamica. Sono lieto di poter chiarire ogni tuo dubbio riguardo alla storia dei Re Magi, che è una delle mie preferite. 
La storia dei Re si trova nel Vangelo di Matteo (2,1-12). Dei quattro Vangeli, solo Matteo ci annuncia questo passo:

"Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». 

Come vedi, non si dice che fossero tre, o che fossero uomini o donne. Giunti alla mangiatoia di Betlemme, i Magi «si prostrarono davanti a lui in adorazione», racconta Matteo, «aprirono i loro scrigni, e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra». Quindi fecero ritorno al «proprio paese».

L'idea che uno di loro fosse nero è solo un mero prodotto della fantasia o della letteratura successiva. Ma, ci sono altre questioni che circondano questa storia fascinosa e curiosa.

Chi erano veramente i Magi? Erano davvero santi? Niente affatto: al tempo della nascita di Gesù Cristo, i magusàioi (magi) erano indovini e astrologi, di origine caldea, vale a dire della zona siro-mesopotamica. Il termine magusàioi designava i ciarlatani che praticavano qualunque tipo di magia e che praticavano l'antica scienza dei Magû, tribù seguace di Zaratrusta che riuniva le pratiche magiche, astrologiche e divinatorie del mondo persiano. I Re Magi erano, dunque, adepti di Satana e praticavano la stregoneria rituale, la magia nera e i sacrifici umani. 


Cosa ci facevano questi stregoni al cospetto di Nostro Signore Gesù? Satana cercava forse di corrompere il Redentore con oro, incenso e mirra? Dal momento che il Vangelo non ne parla, per saperne di più è necessario prendere in considerazione altri testi sacri. Tutto quello che la Chiesa Cattolica ci racconta sui Re Magi viene dal Proto-evangelico di Santiago e dalla chiamata del Vangelo Armeno dell'Infanzia (testo datato secolo IV o V, ed altri scritti). Si data la nascita di Cristo al 6 di gennaio e la visita dei Re tre giorni dopo. In tali testi si nominano i tre Re, Melchiorre, re dei persiani, Gaspare, re degli Indi e Baldassarre, re degli arabi. I re Magi vivevano insieme, e nessuno dei tre prese mai moglie.

Leggendo l'ultimo libro di Papa Benedetto XVI, scopriamo che anche Ratzinger sospettava che i re Magi fossero gay. In particolare, il passaggio del libro del Papa Emerito sarebbe questo:
"Alcuni manoscritti ritrovati a Tarso parlano di tre re che vivevano nello stesso palazzo e governavano insieme sul loro regno. Alcuni scritti li presentano, infatti, come tre re che si amavano. In un primo momento si potrebbe pensare a una sorta di fratellanza ma nei testi sono presenti alcune illustrazioni che ritraggono i magi in atteggiamenti inequivocabili. Essi erano, dunque, sodomiti?"

Riportiamo qui le immagini analizzate dal Santo Padre:



Possiamo trovare in questi santi tomi anche il resto del racconto: l'Arcangelo Gabriele, saputo che il Divin Pargoletto aveva ricevuto in dono dei preziosi regali da tre stranieri molto sospetti, era entrato di soppiatto nella tenda dei Re Magi, sorprendendoli in pieno atto di sodomia: "in flagrante delicto". Pieno d'ira, l'Arcangelo li rimproverò duramente e li privò dell'unica guida che avevano per ritornare a casa: la Stella era scomparsa, non li avrebbe più orientati. 
Un'altra leggenda narra che ci sono voluti tredici anni, vagando nel deserto, affinché potessero tornare ai loro regni. Non mantennero tuttavia la promessa di castità fatta all'Arcangelo Gabriele, e continuarono gli atti di sodomia e depravazione nel loro castello.

La stella gli apparirà quindi di nuovo per l'ultima volta, ma stavolta come presagio della vendetta di Cristo, il vero e unico Re dei re. Accecati dalla luce intensa della stella, i re Magi caddero senza vita, nudi, sulla dura pietra. Melchiorre morirà a 116 anni, Gasparre a 112, e Baldassare a 109.

Un caro saluto in Cristo,

Profundo Martinez